E' ancora la cronaca a dare rilevanza al problema della sicurezza sul lavoro. Poche le ispezioni, pochi i controlli per assicurarsi che i cantieri rispettino le norme anti-infortunistiche. I rappresentanti dei sindacati di categoria sono stati tra i primi ad andare a via Nazionale. E la loro denuncia è stata immediata: «Bisogna prendere atto - ha sottolineato Sandro Grugnetti della Fillea Cgil - che non bastano gli ispettori del lavoro e i tecnici delle Asl. Le imprese dovrebbero assumere contrattualmente la responsabilità di convocare i cosiddetti Comitati tecnici paritetici, in grado di stabilire, attraverso tecnici e ingegneri, le condizioni di sicurezza nei luoghi del lavoro». Per i sindacati, infatti, il crollo di un solaio non è un evento accidentale, «dipende dall'evasione di normative», che contemplano non solo l'uso dei caschi o dei guanti, ma anche il fatto che «decisioni tecniche» (come quella di poggiare 60 quintali su di un tetto) vengano prese da chi è competente a decidere: un ingegnere, cioè, e non un capo cantiere. Ma c'è di più. Secondo Grugnetti il cantiere sarebbe dovuto durare 360 giorni e, dunque, gli operai (oltre 60, molti con contratti stagionali) lavoravano a termini scaduti. Con conseguente accelerazione dei lavori. E, nell'edilizia, la fretta di certo non gioca a favore di scelte calibrate, o irrorate dal rispetto rigoroso della sicurezza. «Sono passati quasi due mesi dalla firma del protocollo per i controlli nei cantieri con il Comune di Roma e ancora una volta il sindacato è costretto a parlare di una disgrazia nei cantieri», sottolinea Stefano Macale della Filca Cisl, che continua: «Il crollo del solaio del Palazzo delle Esposizioni è l'ennesimo fatto di nera. L'ennesimo caso di infortuni che va ad aggiungersi alla lunga serie». Solo dall'inizio di quest'anno nel Lazio otto persone sono morte mentre lavoravano. Nel 2003 le vittime, sempre nel Lazio, sono state tredici. Le statistiche dell'Inail dicono, poi, di una media di quattro morti al giorno. E' recentissimo (luglio 2004) il rapporto della direzione provinciale del lavoro, che ha lanciato l'allarme: nove ditte su dieci sono fuori legge. Nove ditte su dieci, cioè, violano le prescrizioni obbligatorie. Sullo sfondo di questi clamorosi dati, in più, c'è la possibile approvazione di un testo unico sulla sicurezza, il cui effetto più deleterio sarebbe quello di far scomparire quasi del tutto le possibilità di contestare ai datori di lavori dei reati, passibili, perlopiù, di sanzioni civili e amministrative. Mentre ancora non è stato convocato il tavolo («promesso» in gennaio) che dia seguito alle richieste confederali di istituire un confronto sulla materia anche con il ministero del Welfare.
Le ispezioni sono poche
Il problema della sicurezza sul lavoro è ancora una volta alla cronaca. I rappresentanti dei sindacati di categoria hanno denunciato la mancanza di ispezioni e controlli per garantire il rispetto delle norme anti-infortunistiche. I sindacati chiedono che le imprese assumano la responsabilità di convocare i Comitati tecnici paritetici per stabilire le condizioni di sicurezza nei luoghi del lavoro. Il crollo di un solaio è stato attribuito all'evasione di normative e alla mancanza di decisioni tecniche competenti. I sindacati hanno anche denunciato la mancanza di controlli e ispezioni, che hanno portato a un aumento dei lavori e a un aumento dei rischi per gli operai.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo