Le prime querelle già con la giunta Domenici. Le promesse di Berlusconi Nonostante il richiamo al federalismo, mai si è discusso di compartecipazione Una quota del biglietto che si paga per il Colosseo dovrebbe andare alla città di Roma, chiede il presidente Pdl della commissione cultura del Campidoglio Federico Mollicone. Spiegando che «lintervento del sindaco di Firenze apre la strada alla collaborazione per la gestione del patrimonio monumentale tra Stato e Comuni». Un inedito asse Roma-Firenze in nome del federalismo municipale? Per il momento Renzi preferisce sfidare il ministro Bondi sul terreno della gestione, opponendo alle difficoltà della Biblioteca Nazionale e degli Uffizi, lorario prolungato delle Oblate e di Palazzo Vecchio. Preferisce valorizzare quanto fatto, piuttosto che aprire nuovi fronti. Ma la questione economica resta. E sindaco e ministro se la ritroveranno sul tavolo quando, prima o poi, si incontreranno: solo gli incassi del David sfiorano ogni anno gli 8 milioni di euro. Almeno tre volte tanto, il totale dei biglietti dei musei comunali. Una miniera doro per una città che da un decennio rivendica una compartecipazione degli «utili» dei musei statali in ragione dei milioni di turisti che ogni anno provocano unimpennata nei costi di manutenzione. Fu la prima giunta di Leonardo Domenici a sollevare la questione: pulizia delle strade e smaltimento dei rifiuti non sono quelli di una città di 371mila abitanti. Sono quelli dei residenti e dei circa 10 milioni di turisti che ogni anno sbarcano in riva dArno: «E giusto che il costo ricada solo sugli abitanti?», fu la domanda cruciale che portò in quegli anni a discutere della cosiddetta «tassa di scopo». Cioè, di 1 o 2 euro in più da aggiungere alla tariffa degli alberghi. «La richiesta di Firenze è giusta e coerente», intervenne a rincalzo già nel 2002 la Regione. «Siamo ormai un Paese federale ed è giusto che i Comuni possano dare risposte alle loro comunità», furono le parole del presidente Claudio Martini nel maggio 2002. La lobby degli albergatori, al grido di «Non siamo dei gabellieri», ebbe la meglio. Il parlamento non raccolse né la richiesta di Firenze né quella degli altri Comuni, la «tassa di scopo» non venne mai introdotta. E il problema dei costi della manutenzione restò irrisolto. Sono stati, quelli, gli anni della disputa sulla Loggia di Isozaki. Anni di bracci di ferro tra il potere statale e quello comunale, con il risultato di fermare tutto. Da allora, dallinizio degli anni 2000, siamo passati direttamente alla disponibilità espressa oggi dal ministro Bondi e subito accolta dal sindaco Renzi: la «gestione condivisa». Che cosè? Nessuno lo sa. Tanto più oggi, in una fase di crisi economica e di tagli finanziari. In tutti questi anni, nonostante il richiamo continuo al federalismo, mai è stato discusso di compartecipazione o condivisione. Mai è stata abbozzata una proposta, né dal Comune né dal ministero: quanta quota parte dei biglietti incassati deve andare a Palazzo Vecchio? In che modo e per fare cosa? La disputa sulla proprietà del David, che segue di pochi giorni lultimatum alla soprintendenza per la pulizia dei muri di via Ricasoli e del Lungarno Archibusieri, ha riacceso dun colpo i riflettori su un problema che neppure la promessa reiterata di una legge speciale per Firenze, annunciata da Berlusconi nel corso delle due ultime campagne elettorali, ha avviato a soluzione. Non a caso il sindaco Renzi, che non vuole parlare adesso di incassi e tanto meno di legge speciale, è comunque tornato sul rapporto tra Firenze e lo Stato: «Basta che ci diano poteri speciali o modalità di gestione che non ci hanno dato finora», ha fatto sapere subito dopo aver rivendicato la proprietà del David. E il presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani ci ha messo il resto: «Il parere dei legali romani che accampano diritti sulla statua di Michelangelo è pericolosissimo, perché rimette in discussione un equilibrio che, alle soglie del federalismo in materia di beni culturali, costringe il Comune di Firenze a rivendicare tutti i suoi beni che oggi arricchiscono tutti i musei statali». Parole che suonano come una minaccia. (m.v.)
FIRENZE - Dalla Loggia Isozaki alle tasse il lungo braccio di ferro con Roma
Il presidente del Consiglio comunale di Firenze, Eugenio Giani, ha richiesto una quota del biglietto che si paga per il Colosseo che andrebbe alla città di Roma, chiedendo una compartecipazione tra Stato e Comuni nella gestione del patrimonio monumentale. Il sindaco di Firenze, Renzi, ha accettato la proposta del ministro Bondi di una gestione condivisa, ma non ha chiarito come funzionerà. La disputa sulla proprietà del David e sulla gestione dei musei statali è ancora aperta. La Regione Toscana ha già richiesto una tassa di scopo per coprire i costi della manutenzione dei musei, ma la lobby degli albergatori ha bloccato la proposta.
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