Alla fine, al di là dello scontro politico, parlano le cifre. «Vogliamo guardare i conti? Intanto non sono 30 milioni, come continua a dichiarare il sindaco Renzi, ma 24 milioni i proventi che entrano ogni anno nelle casse del Polo museale fiorentino» fa i conti la soprintendente Crisitina Acidini. Acidini: senza quei soldi dovremmo dimezzare i fondi per le altre strutture «Sono i ricavi dei biglietti, book shop e dei diritti sulle vendite di immagini, nei suoi 20 musei compresi i cenacoli e le ville medicee - continua Acidini - Il 20 per cento va al ministero dei Beni culturali, al fondo di solidarietà con cui finanziano situazioni di loro necessità. Il resto lo spediamo per la gestione dei musei delle città». La soprintendente torna alla carica senza entrare nel merito delle questioni legali e politiche tra il sindaco Matteo Renzi e il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. E quanto incassa il David? Se i visitatori dellAccademia sono oltre 1.200.000 allanno e il ticket è di 6,50 a testa (ma sale a 10 euro quando cè una mostra in corso), si arriva a 8 milioni di euro allanno. E se questi 8 milioni venissero tolti dalla casse della soprintendenza e passassero al Comune in quanto proprietario del capolavoro di Michelangelo? «Mi sembra impossibile e macchinoso calcolare solo gli incassi del David, visto che la Galleria dellAccademia è un museo che comprende anche i Prigioni e altri capolavori - risponde Acidini - Tuttavia, se fosse possibile estrapolare una cifra, e se venisse deciso che dobbiamo rinunciare ad una quota significativa dei nostri incassi, è ovvio che con minori fondi manterremmo meno bene i nostri musei. Perché, ripeto per lennesima volta, quell80 per cento che entra nelle nostre casse, viene totalmente reinvestito in tutela e manutenzione per tutto il sistema museale». La soprintendente ricorda che fino a due anni, con le casse più pingui, sono state acquistati nuovi dipinti e opere destinate ad arricchire le collezioni. Ora gli incassi finiscono in interventi e restauri di beni mobili e immobili. Cita alcuni esempi: impianti di climatizzazione, ripristino imbiancatura dei sottoportici del piazzale degli Uffizi, potature e tagli nei giardini di Boboli e delle Ville medicee, installazione per appendere i dipinti nelle nuove sale della Galleria. Tra i lavori da fare: 40 mila euro per ripulire il lungarno Archibusieri, 15-20 mila per imbiancare il muro dellAccademia e cancellare le brutture dei graffiti. Fondi che arrivano dai proventi del Polo museale fiorentino. «Togliere i proventi dellAccademia e del David vuol dire segare a metà i soldi che vanno ad altri musei. A istituti che incassano meno, ad esempio al Bargello che fa meno visitatori - sbotta la direttrice dellAccademia Franca Falletti - E per farne cosa? Darli a Palazzo Vecchio che magari li investe per chiudere le buche per le strade? Non ci sto. Trovino i fondi eliminando gli sprechi. I soldi della cultura devono restare alla cultura, che è già penalizzata abbastanza dai tagli del ministero. E non ha senso estrapolare gli incassi del David da quelli dellintero museo che lo accoglie, con i Prigioni, le collezioni del '300 e quella degli strumenti musicali». Infine, cosa intende il ministro Bondi auspicando «una gestione condivisa e progettuale»? «Non so cosa voglia dire. Di certo si augura un approccio corretto e superiore a certe rivendicazioni dal sapore singolare. Che tra laltro cadono in un momento in cui con Palazzo Vecchio abbiamo aperto un tavolo di confronto per la card musei. Ma la scelta del sindaco Renzi di fare unordinanza per costringerci a cancellare le scritte, non è certo la migliore forma di dialogo che io auspico».