Stessa cosa il sindaco Passalacqua vuole fare per l'Isolabella Il Comune di Taormina vuole fare la voce grossa sui principali beni culturali della città. Già nei prossimi giorni potrebbe partire da Palazzo dei Giurati una richiesta ufficiale alla Regione di ottenere la gestione del Teatro Antico. È un'intenzione che da tempo va maturando nell'Amministrazione comunale e che senza dubbio è destinata ad incontrare un consenso trasversale tra le varie forze politiche locali e nei cittadini. L'Esecutivo è pronto a rompere gli indugi, e adesso punta al riconoscimento della proprietà del principale monumento storico di Taormina e della Sicilia, per il quale addirittura Taormina per diversi anni non ha potuto introitare nemmeno l'attuale 30 che le spetta in base alle ripartizioni degli incassi derivanti dal biglietto d'ingresso al sito. L'intenzione del sindaco Mauro Passalacqua viene condivisa anche dai colleghi di Giunta, ed in particolare dall'assessore al Turismo, Italo Mennella, e da quello al Commercio, Nunzio Corvaia. Certamente si apre una prospettiva del tutto nuova, lontana dai tradizionali equilibri e rapporti di forza. Non è difficile immaginare quali vantaggi avrebbe Taormina da una gestione con il Comune finalmente attore principale, gestore diretto del Teatro. È un'idea che consentirebbe alla casa municipale, se mai dovesse realizzarsi, di fare ragionamenti diversi sul bilancio comunale. Avere le chiavi in mano del Teatro e non dover più aspettare il "contentino" sui proventi, determinerebbe enormi riflessi positivi sulle casse comunali sino ad oggi interessate da una pesante situazione debitoria. Logico che, almeno in una prima fase, non ci sarebbe la volontà di cercare uno scontro o un braccio di ferro, ma a Taormina l'ipotesi di una gestione diretta del Teatro Antico piace e incontra il consenso di parecchie persone. La strategia potrebbe svilupparsi intanto in una richiesta immediata di ridiscussione delle percentuali sugli introiti dei proventi del Teatro. Taormina percepisce sinora il 30: una somma modesta, insufficiente. Sui proventi del Teatro il Comune di Taormina sta riavendo in questi mesi soldi del periodo 2004-2009 e che nell'arco di un quinquennio hanno sfiorato i 2 milioni di euro. Con un ritardo "biblico" sono state versate, ad esempio, 24 rate da 73 mila euro che erano dovute al Comune per le annualità pregresse, somme inerenti un periodo che andava dal 24 agosto 2004 al 31 dicembre 2006. O dal 15 aprile 2003 al 20 agosto 2004 per un totale di 450 mila euro. Cifre che l'Amministrazione taorminese ha dovuto sudare sette camicie prima di poter avere: quote che spettavano di diritto al Comune di Taormina e che erano state bloccate perchè - secondo Regione e Sprintendenza - Taormina non aveva previsto e specificato un adeguato piano di reinvestimento dei fondi. È inevitabile chiedersi, invece, come sia stato esattamente utilizzato sull'asse Messina-Palermo il 70 di quei fondi in questi anni. Al momento, i fondi spettanti al Comune, in base alla convenzione stipulata con la Soprintendenza, dovrebbero servire a potenziare e migliorare la fruizione dei monumenti ed effettuare interventi di riqualificazione sul patrimonio culturale. La convenzione prevede la seguente ripartizione: 47 in conto capitale; 53 per servizi. Nel capitolato in oggetto figurano spese per manutenzione delle strade d'accesso ai monumenti; investimenti per i servizi della biblioteca comunale; illuminazione e miglioramento del verde nei pressi dei beni culturali. Il Comune non vuole più sentirsi ospite in casa propria, ma legittimamente, padrone di quei beni ubicati sul proprio territorio e sinora rimasti in mani altrui. Taormina, da anni ormai, si vede imporre i concerti ed eventi vari di privati che utilizzano Taormina come location e che poi non portano nulla alle casse comunali, causando anzi disagi e disservizi. Analoga è la volontà a Taormina di prendere in mano Isolabella, che dal 2006 non ha più un ente gestore e che il Comune vuole sovrintendere avvalendosi di Radio Valle Alcantara, la locale Protezione Civile. La Regione fa orecchie da mercante sia su Isolabella che sul Teatro Antico. Ora però Taormina vuole fare una battaglia che vale la pena intraprendere, per una giusta causa. Addirittura c'è chi spinge in municipio per intentare un'azione legale.