Ma quando potrà riaprire il teatro Margherita? La domanda sembra lanciata nel vuoto, quando si entra nel cantiere affacciato sul mare. Un cantiere che è ancora fatto di impalcature, polveri e demolizioni assordanti. Poi, basta salire in alto, molto in alto, sulle travi di legno che ti permettono di toccare con un dito la cupola del Foyer per vedere con emozione il teatro che rinasce: ecco gli affreschi che tornano a splendere, ecco la fisionomia della «palafitta» sul mare che s'intravede nonostante i lavori in corso. Riavremo il Margherita se arriveranno i soldi. Ad ottobre si conclude il primo lotto di lavori, quelli importantissimi che riguardano U consolidamento della struttura e la messa in sicurezza. Il teatro è stato quasi «isolato» da quel mare che è la sua naturale prosecuzione, con l'azzurro che entra dai finestroni alle spalle della torre scenica. «Come previsto, i fondi concessi dal Ministero dei Beni culturali (15 miliardi di vecchie lire ottenuti dai proventi del gioco del Lotto) sono esauriti in questo primo appalto», spiega l'architetto Emilia Pellegrino della Soprintendenza, mostrando ai giornalisti i lavori portati avanti dal luglio 2001-Poi? Poi ci sono i 3 milioni e 250mila euro finanziati ancora dal Ministero. Ma il «grosso» deve ancora arrivare e si tratta cioè del finanziamento promesso dall'Agenzia del Demanio: venti miliardi di vecchie lire che permetterebbero di completare i lavori. Durante l'estate, da Roma, il portavoce dell'Agenzia del Demanio dichiarò alla Gazzetta che «si dovrebbe dar seguito al protocollo, come previsto». Ma per il momento tutto tace. Fanno molto rumore, invece, i lavori che continuano all'interno del Margherita. Sono state completate tra l'altro le opere a mare; create le vasche di isolamento dall'acqua; unificata la galleria e ora sono in fase di ultimazione i lavori esterni. «Sono state utilizzate malte speciali», dice l'ing. Luigi Nigro, illustrando il modo in cui si è creata adeguata protezione al calcestruzzo. Il teatro Liberty continua a riservare sorprese e, quella che in questi giorni sta incuriosendo gli addetti ai lavori, riguarda gli affreschi della cupola del Foyer. In un angolo, tra i volti e gli sfondi turchesi, è apparsa la firma dell'autore, Nicola Colonna (padre di Umberto e fratello di Luigi, tutti artisti) e la data, il 1916. Nessun «giallo» sul nome, perché Colonna ha affrescato edifici importanti della città, dalla scalinata dell'ateneo ad alcune sale del Comune e della Prefettura. Ma il mistero riguarda la data: perché 1916, se il Margherita è stato inaugurato il 22 agosto del 1914? Come mai fu modificato l'assetto preesistente di alcuni motivi geometrici, arricchendo, due anni dopo l'inaugurazione, la volta dell'ingresso del teatro? Forse non piaceva? Nella lunga storia del Margherita non c'è traccia di questi misteri. Sappiamo che l'ex «baracca» Eden Margherita poi divenuta nel 1911 «Varietà Margherita» si trasformò in un teatro grazie ai soci della Società anonima Orfeo. Sappiamo che ospitava anche un museo storico e che nel '43 fu danneggiata dai bombardamenti. Ma del mistero degli affreschi nessuno parla, neppure sul «Corriere delle Puglie» (come allora si chiamava la Gazzetta del Mezzogiorno). Oggi questi affreschi ci raccontano una nuova storia e vedere le restauratrici che iniettano resina nei muri (come indica Maurizio Lorenzoni) fa pensare alla nuova linfa vitale di cui il teatro si sta nutrendo. Per rinascere e riaprire le sue porte, speriamo.
Margherita, riecco gli affreschi
Il teatro Margherita, affacciato sul mare, è in corso di restauro. Il primo lotto di lavori, finanziato dal Ministero dei Beni culturali, si è concluso a ottobre. Tuttavia, il grosso del finanziamento è ancora da arrivare, in particolare i 20 miliardi di vecchie lire promessi dall'Agenzia del Demanio. I lavori interni sono stati completati, tra cui le opere a mare e le vasche di isolamento dall'acqua. Gli affreschi della cupola del Foyer, creati da Nicola Colonna nel 1916, sono stati ritrovati e restaurati. Tuttavia, il mistero riguarda la data di creazione degli affreschi, poiché il teatro fu inaugurato nel 1914.
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