Riceviamo e pubblichiamo: Le recenti disposizioni della finanziaria, che negano al personale dei ministeri la possibilità di recarsi a svolgere i propri compiti ispettivi con la propria auto, rischiano di recare grossi problemi alla tutela del ricchissimo patrimonio archeologico italiano, spesso situato in località non raggiungibili con i mezzi pubblici e con necessità di immediata salvaguardia dagli scavi clandestini o da attività edilizie incontrollate. I Soprintendenti Archeologi italiani hanno lanciato nei giorni scorsi lallarme al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, inviando il 7 agosto 2010 il documento circostanziato che segue Alla Segreteria on.Ministro Alla Segreteria on.Sottosegretario Al Segretario Generale Al Direttore Generale per le Antichità Alla Direzione Generale per le Antichità Direzione Servizio II Ai Direttori Regionali Al Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici Al Presidente del Comitato Tecnico Scientifico per i Beni Archeologici OPERATIVITA' DELLE SOPRINTENDENZE BENI ARCHEOLOGICI E IMPOSSIBILITA ALLUTILIZZO DEL MEZZO PROPRIO A SEGUITO DELLAPPROVAZIONE DELLA LEGGE FINANZIARIA Come è certamente ben noto alle SS.LL. il patrimonio archeologico, inteso come salvaguardia non solo di quanto è già allo scoperto (aree e monumenti archeologici, musei), ma anche dei depositi archeologici ancora conservati nel sottosuolo, è diffuso ampiamente sul territorio e coincide con l'estensione dell'insediamento umano nei diversi periodi dalla preistoria ad oggi. Il lavoro delle soprintendenze per i beni archeologici consiste quindi (sembra quasi superfluo doverlo riaffermare) non solo nella gestione dei musei e delle aree archeologiche e nella conduzione tecnica e scientifica dei lavori di scavo e restauro programmati dal Ministero, ma in primis nellesercizio della tutela, che viene praticata tramite il controllo degli scavi svolti da terzi, in concessione, ma soprattutto in occasione della realizzazione di opere diverse (edili, infrastrutturali, di cava ecc...), che rischiano di interferire con contesti archeologici da salvaguardare. In altre parole, all'attività di tutela ordinaria, che comunque comporta di doversi muovere su tutto il territorio, anche in zone disagiate e non servite da mezzi pubblici, si accompagna una attività straordinaria, di archeologia preventiva, per la quale non si pone solo un problema di accessibilità ai mezzi di trasporto pubblici, ma anche di tempestività ed efficienza dell'intervento, per assicurare la salvaguardia del patrimonio archeologico conservato nel sottosuolo, altrimenti a grave rischio di distruzione. Tali attività costituiscono in molte regioni la grande maggioranza degli interventi delle Soprintendenze per i Beni Archeologici. A tal fine le recenti disposizioni che escludono l'utilizzo del mezzo proprio da parte del personale del Ministero causeranno di fatto enormi difficoltà nella tutela del patrimonio archeologico nazionale, fino a renderla di fatto impossibile. E' bene ricordare che: 1) le automobili di servizio sono ormai in numero estremamente ridotto; mai più di una per ogni soprintendenza (talvolta in leasing), spesso nessuna, cui si aggiunge la disponibilità quasi ridicola dei fondi per la benzina; il motivo sembra legato da un lato all'aumento del numero degli uffici del ministero (di tutti settori tranne di quello archeologico) e alla creazione (a costo zero) delle direzioni regionali, dall'altro alla riduzione delle cosiddette auto blu; alle Soprintendenze Beni Archeologici le auto di servizio non servivano certo per rappresentanza, ma per raggiungere più rapidamente i luoghi di segnalazione o più luoghi della regione nello stesso giorno (tutte le Soprintendenze Beni Archeologici hanno estensione regionale, salvo Lazio, Campania e Sardegna), nonché per il trasporto delle strumentazioni e dei materiali archeologici rinvenuti dai luoghi di scavo alla sede di deposito, restauro, esposizione. 2) il numero dei funzionari archeologi e dei tecnici in servizio è scarso rispetto ad un organico già inadeguato; ogni funzionariotecnico deve coprire un territorio assai vasto; per contro, il numero dei cantieri da controllare e seguire sul piano tecnico e scientifico attivi contemporaneamente è da calcolare in diverse unità per ogni provincia, sparsi su tutto il territorio, non solo nel capoluogo, cui si deve aggiungere la normale attività d'ufficio che grava sul personale tecnico-scientifico 3) fino ad oggi l'attività di tutela è stata garantita dalla disponibilità (davvero esemplare) di molti funzionari ad esporsi, guidando auto di propria proprietà, senza alcun guadagno personale perché l'indennità chilometrica era ridotta al minimo ed anzi usurando il proprio mezzo di trasporto per senso del dovere e per forte e responsabile motivazione del proprio lavoro 4) non è pensabile che si possa garantire interventi ispettivi con sistemi alternativi, mobilitando a tempo pieno le poche auto d'ufficio ancora esistenti o utilizzando escamotages, come la creazione di parchi auto regionali a disposizione di più uffici: la somma delle carenze non ha mai prodotto efficienza e si creerebbe solo un'ulteriore burocratizzazione del servizio, con il sovrapporsi delle richieste delle diverse soprintendenze e della direzione regionale 5) è assai dubbio che l'abolizione del mezzo proprio rappresenti anche un risparmio di spesa da parte della pubblica amministrazione: i costi dei mezzi pubblici che uno o più dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali dovrebbe utilizzare per raggiungere le diverse località, più l'aumento di tempi di missione, probabilmente anche con il rimborso dei pasti e dei pernottamenti esterni che il raggiungimento di mete poco o per nulla servite comporta, probabilmente provocherà anzi un aumento delle spese di missione, i cui fondi sono già oggi spesso insufficienti a coprire le necessità dell'ufficio 6) la maggior parte dei cantieri legati all'archeologia preventiva avviene a spese della committenza esterna; gli archeologi che vi operano sono quindi economicamente dipendenti da coloro che realizzano opere di scavo per fini che non hanno nulla a che fare con l'archeologia; la direzione scientifica e il controllo costante dei funzionari del Mibac è l'unica garanzia che questi interventi avvengano secondo correttezza metodologica e nel rispetto del patrimonio archeologico; è quindi irrealistico e poco prudente pensare che i nostri funzionari dipendano di norma per i propri sopralluoghi dalla disponibilità della committenza 7) la ridotta possibilità a condurre tempestivi sopralluoghi etc renderà ancora più lunghi i tempi per lapprovazione dei progetti, rilascio nullaosta, partecipazione a conferenze di servizio etc. etc. etc. con dilatazione dei tempi Per concludere, se questo indirizzo non verrà corretto, i sottoscritti soprintendenti per i beni archeologici comunicano che non sarà possibile garantire un adeguato livello di tutela del patrimonio archeologico sparso sul territorio e ne declinano la responsabilità Il Soprintendente Archeologo del Piemonte dott. Egle Micheletto Il Soprintendente Archeologo della Liguria dott, Filippo Maria Gambari Il Soprintendente Archeologo della Lombardia dott. Raffaella Poggiani Il Soprintendente Archeologo del Veneto dott. Vincenzo Tinè Il Soprintendente Archeologo del Friuli Venezia Giulia dott. Luigi Fozzati Il Soprintendente Archeologo dellEmilia Romagna dott. Luigi Malnati Il Soprintendente Archeologo della Toscana dott. Fulvia Lo Schiavo Il Soprintendente Archeologo delle Marche dott. Giuliano De Marinis Il Soprintendente Archeologo dellEtruria Meridionale dott. Anna Maria Moretti Il Soprintendente Archeologo del Lazio dott. Marina Sapelli Il Soprintendente Archeologo dellAbruzzo dott. Andrea Pessina Il Soprintendente Archeologo del Molise dott. Alfonsina Russo Il Soprintendente Archeologo della Basilicata dott. Antonio De Siena Il Soprintendente Archeologo della Puglia dott. Teresa Cinquantaquattro Il Soprintendente Archeologo della Calabria dott. Simonetta Bonomi Il Soprintendente Archeologo di Cagliari e Oristano dott. Marco Minoia Il Soprintendente Archeologo di sassari e Nuoro dott. Bruno Massabò Il Soprintendente al Museo nazionale preistorico ed etnografico L.Pigorini dott.Luigi La Rocca Il Soprintendente al Museo Nazionale dArte Orientale dott.Maria Rosaria Barbera Il Dirigente Archeologo presso il Segretariato Generale dott. Elena Calandra Il Dirigente Archeologo presso la Direzione generale alle Antichità dott.Jeannette Papadopoulos Nota trasmessa agli organi di stampa da ciascuna delle Soprintendenze eo Uffici sopra elencati La presente è inviata dalla Soprintendenza Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna Soprintendente Dott. Luigi MALNATI Via Belle Arti 52 40126 Bologna (Italy) Tel. (39)051223773 - 051220675 - 051224402 Fax (39)051227170 www.archeobologna.beniculturali.it
Fonte non specificata
15 Agosto 2010
ARCHEOLOGIA IN PERICOLO ALLARME DEI SOPRINTENDENTI
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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