Una presa di posizione della rappresentante del Fondo Ambientale Italiano (FAI) - delegazione del Seprio dopo l'abbattimento della facciata di casa Calcaterra e altri episodi degli anni scorsi Ingrandisci testoRiduci testoZoom Testo Versione stampabileStampa Invia articolo a un amicoInvia Scrivi alla redazioneScrivi immagine di separazione immagine di separazione Spettabile redazione, anche quest'anno, come ormai da alcuni anni, il periodo di Ferragosto porta con sè, a Gallarate, uno sfregio al patrimonio ambientale e urbanistico. Prima sono stati abbattuti gli alberi di Via Vespucci e Viale Lombardia nell'ambito dello sciagurato piano del "Fare", due (tre, ndr) anni fa ne ha fatte le spese una parte del giardino pubblico di piazza Risorgimento, quest'anno tocca a Casa Calcaterra. Se il mancato controllo è una ipotesi, la mancanza di una saggia programmazione è una realtà. Basta guardare il grattacielo che sta sorgendo in via Carlo Noè in contrasto con l'annunciata "salvaguardia del profilo della collina morenica" alle sua spalle (parole dell'assessore alla presentazione del nuovo PGT) oppure basta andare al di là di Crenna, verso Besnate, dove è ormai evidente un pesante intervento con una volumetria debordante rispetto al contesto. Questa è la Gallarate di oggi, evidente a tutti quelli che hanno occhi per guardare e non vogliono essere acritici spettatori di un volgare "sviluppo" che avanza ormai da anni. Sul problema specifico, quello di Casa Calcaterra, possiamo solo chiederci se l'attentato perpetrato con la demolizione - in ogni caso inaccettabile - sia peggiore di una "conservazione" che prevedeva, stando ai disegni esposti, un discutibile inserimento della villa storica in un edificio nuovo dalla indefinita tipologia edilizia. Tutto questo nell'ambito di un intervento che aveva già cancellato, in ogni caso, un angolo della Gallarate storica che meritava invece di essere protetto e conservato. Un secondo "Fare", un altro Luogo del Cuore infranto. Un cordiale saluto. 12082010 Mariantonietta Bossi Protasoni - Capo Delegazione FAI del Seprio.
A Gallarate, ogni Ferragosto uno scempio diverso
La rappresentante del Fondo Ambientale Italiano (FAI) ha espresso la sua disapprovazione per l'abbattimento della facciata di Casa Calcaterra a Gallarate. Questo è il secondo episodio di demolizioni di edifici storici nella città, dopo gli alberi di Via Vespucci e Viale Lombardia. Il FAI ha criticato la mancanza di controllo e programmazione nella gestione del patrimonio ambientale e urbanistico di Gallarate. La rappresentante del FAI ha anche criticato il progetto di costruzione di un grattacielo in via Carlo Noè, che contrasta con la "salvaguardia del profilo della collina morenica".
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