La Sovrintendenza: «Le responsabilità vanno chiarite» PESCARA. L'ordinanza per la messa in sicurezza e il puntellamento della facciata dell'ex centrale del latte in via del Circuito arriva in extremis. Il tentativo della Sovrintendenza di salvaguardare gli elementi architettonici di pregio sfuggiti alle ruspe, cioé le pareti frontale e laterale in mattoncini rossi, espressione dell'architettura fascista degli anni Trenta, si scontra con la mancata notifica dell'ordinanza di sospensione dei lavori. «Non voglio innescare ulteriori polemiche, ma è evidente che siamo di fronte a un caso palese di violazione di una disposizione ministeriale. Un'indagine interna o l'intervento della magistratura dovrà chiarire i motivi della mancata trasmissione dell'ordine di blocco e individuare le eventuali responsabilità». Così Patrizia Tomassetti, funzionaria della Sovrintendenza per i Beni architettonici e del paesaggio, commenta la ripresa alla chetichella della demolizione del vecchio centro provinciale di raccolta e distribuzione del latte. Il sopralluogo di Tomassetti nell'area del cantiere, chiusa al traffico da lunedì sera perché considerata a rischio crolli, è stato effettuato intorno alle 13. Lungo i cento metri di strada interdetti alla circolazione per motivi di sicurezza, le serrande degli esercizi commerciali sono abbassate. L'orario di chiusura coincide con l'arrivo dei vigili del fuoco e dei tecnici del Comune, chiamati ad accertare le condizioni statiche della struttura. La sentenza non lascia spazio a dubbi: «La porzione della facciata rimasta ancora in piedi, ma ormai priva di sostegni fondamentali, è estremamente pericolosa. Ulteriori crolli potrebbero invadere la carreggiata e causare danni a persone o cose». Almeno fino a venerdì via Del Circuito continuerà ad essere chiusa al traffico per circa cento metri, dall'incrocio con via Fonte Romana alla confluenza con via Gole di San Venanzio. La decisione, presa dagli assessori alla Protezione civile Berardino Fiorilli e allo Sviluppo del territorio Marcello Antonelli, arriva dopo il fonogramma inviato dai vigili del fuoco al sindaco Luigi Albore Mascia. «Entro tre giorni», si legge sull'ordinanza disposta dal primo cittadino, «l'impresa dovrà procedere alla messa in sicurezza della facciata, utilizzando strutture lignee e metalliche al fine di evitare il ribaltamento e il crollo dell'edificio residuo». Il permesso per il «restauro innovativo» della palazzina progettata nel 1932 dall'architetto Florestano Di Fausto è stata concessa dal Comune il 14 giugno scorso. La costruzione non era soggetta ad alcun vincolo, ma dopo le polemiche delle associazioni cittadine, dal comitato abruzzese per il paesaggio a Italia nostra e Wwf, venerdì scorso il sovrintendente regionale Luca Maggi aveva bloccato i lavori, facendo appello all'articolo 28 del Codice dei beni culturali. La sospensione di 30 giorni avrebbe dovuto precedere l'apposizione del vincolo all'edificio. Eppure, in barba alla delibera ministeriale, lunedì sera le ruspe si rimettono al lavoro lungo via del Circuito e buttano giù il retro dell'edificio, lasciando parzialmente in piedi la facciata e alcuni vani. L'intervento delle associazioni cittadine, che si sono precipitate sul posto, fa sì che arrivi l'ordinanza di sospensione da parte della Sovrintendenza. Ma è tardi: l'edificio è pericolante e rischia di crollare da un momento all'altro. Da qui la decisione di chiudere al traffico l'area del cantiere. 4 agosto 2010
Pescara - Centrale del latte: Indagine sull'ordine violato
La Sovrintendenza per i Beni architettonici e del paesaggio ha emesso un'ordinanza per la messa in sicurezza e il puntellamento della facciata dell'ex centrale del latte in via del Circuito a Pescara. L'ordinanza è stata emessa in extremis dopo che l'impresa di restauro ha iniziato a demolire il retro dell'edificio, lasciando parzialmente in piedi la facciata. La Sovrintendenza ha bloccato i lavori il 4 agosto 2010, ma l'impresa ha continuato a demolire il retro dell'edificio.
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