Visitatori a migliaia ma poi burocrazia, interessi privati e gelosie bloccano il progetto D'intesa con la Soprintendenza si iniziano le prime ricerche. Si mettono alla luce ben sette piste. Vengono "stappate" circa 400 orme. Sono orme di sauropodi, anchilosauri e tricerapodi. La ministra Melandri stanzia i primi finanziamenti che vengono spesi per costruire un muro muro di contenimento per le acque piovane e per sperimentare a nuove tecniche di salvaguardia della pietra calcarea. Nel Museo Archeologico intanto si organizza una piccola sezione dedicata alla grande scoperta. Lo scrittore Joe Lansdale nella cava di dinosauri di Altamura In giro c'è tanta curiosità che si decide di creare dei percorsi guidati. Intanto tutte le riviste scientifiche ad iniziare da Na tional Geographic, iniziano a scrivere di questa incredibile scoperta. Ad Altamura arrivano i maggiori studiosi come Cristiano del Sasso (autore del lavoro scientifico su Ciro, il piccolo dinosauro di Pietraroia di Benevento), Giuseppe Leonardi, paleontologo di fama mondiale, Marco Avanzini del Museo di Trento dove hanno creato un settore dedicato alle orme dei dinosauri scoperte in Trentino, ma l'attenzione è altissima in tutto il mondo. Tutti quelli che arrivano ad Altamura restano incantati dalle impronte e stupiti dallo scenario. «La mia - ricorda Nicosia - è stata un'emozione fortissima. Di quelle che strozzano la gola e fanno letteralmente tremare. Ho provato il panico della scoperta calpestando le orme lasciate 65 milioni di anni fa da questi misteriosi rettiloni. Perché la loro vita e la stessa loro scomparsa resta ancora una leggenda. Qui ci doveva essere una sorta di grande isola caraibica con acque basse, salmastre, dove pascolavano beatamente. Nutrendosi di mangrovie in grande quantità». «Proprio così - aggiunge Sarti - abbiamo trovato anche fossili di radici di mangrovie». Una "mandria" di dinosauri erbivori? Secondo Nicosia i dinosauri di Altamura erano tutti erbivori e vivevano in gruppo. Si può anche immaginare che intorno si aggirassero anche dei predatori carnivori. Un po' come nel film Dinosauri. Non a caso quando il film della Disney esce in Italia, l'anteprima nazionale viene organizzata a Bari. Intanto esplodono le visite guidate alla Cava Pontrelli. A condurre i visitatori in questo viaggio nel tempo l'archeologa Damiana Santoro collaborata da Salvatore Santoro, da Luca Bellarosa e da Franco Volpe, tutti volontari. In quasi 3 anni, tra il 2000 e il 2003 accolgono quasi 30 mila visitatori che arrivano da tutta Italia e dall'Europa. Bellarosa, giovane appassionato di fotografie naturalistiche, si mette alla ricerca di altri affioramenti nella Murgia. E riesce a scoprire altre misteriose tracce tutte ancora da approfondire (a Ruvo in località Lama d'Ape, ad Altamura in località Trenta capilli). Insoma è come se, a prescindere dagli appoggi istituzionali, si stesse costituendo una sorta di percorso integrato di saperi, sapori e scoperte che prova a mettere in rete in modo "artigianale" la Valle dei dinosauri, l'Uomo di Altamura, il centro storico della città e il patrimonio enogastronomico dell'Alta Murgia. Nicosia è entusiasta di cosa stia accadendo: ancora nel 2002 procedono i lavori del tavolo informale tra privati, istituzioni e associazioni. Columella accoglie immediatamente l'invito di mettere su un gruppo di esperti: si pensa a Pietro Laureano, l'architetto di Matera che nel 1993 è riuscito a far dichiarare dall'Unesco «Patrimonio dell'umanità». Si riesce a trovare una grande azienda che lavora con il ministero per la protezione e la cura dei beni culturali. È un lavoro immane. Si tratta di una sfida culturale del tutto nuova. In Puglia e allo stesso ministero non hanno grandi esperienze di scoperte di tali dimensioni. Si cercano finanziamenti europei. Poi, improvvisamente tutto si ferma e il sogno di vedere realizzata la Valle dei Dinosauri si scontra con la logica del rendimento a breve termine. È certo un caso ma una volta ottenuto l'appalto decennale della raccolta dei Rifiuti solidi urbani di Altamura Carlo Columella, che in un primo momento aveva voglia di investire su un ambizioso progetto culturale come quello della Valle dei Dinosauri decide che a lui non interessa più nulla. A questo punto la collaborazione pubblico privato attraverso la creazione di un Consorzio resta una illusione. D'altro canto ad Altamura le gelosie sono molte, le diffidenze insormontabili. Addirittura nel campo dei "puri" che reclamavano l'esproprio della cava, chi dialogava va con il Columella veniva tacciato di collaborazionismo con il nemico. In tutto questo "baillame", intanto, la Soprintendenza di Taranto si «dimentica» di mettere il vincolo sull'intera area tanto che al lato della Cava Pontrelli, su terreni anch'essi di Columella sorgono dei capannoni giganteschi che evidentemente cozzano con un futuro di quell'area da destinare a turismo culturale. I ritardi si accumulano in maniera impietosa tanto che le orme, quelle stappate (circa 400 su 30 mila) iniziano a sgretolarsi per l'azione erosiva del vento e dell'acqua piovana. E così tra lo stupore generale la Soprintendenza nel 2004 decide di chiudere ai visitatori il sito. Da allora tutto è fermo, o quasi: speranze accese una volta dall'arrivo del nuovo direttore regionale dei Beni culturali, Ruggero Martines che si impegna subito su questo straordinario sito, un'altra dallo stanziamento, nel 2008 di oltre due milioni di euro da parte della Regione per la protezione delle orme e l'avvio della loro valorizzazione. Ma anche frustrazione per la discussione che ricomincia sempre da capo, ad Altamura, sull'accesso alla cava e sullo spazio circostante l'affioramento. Columella vuole dal Comune una solida perequazione in volumetrie da utilizzare su altri suoli agricoli di sua proprietà. In cambio la cava sarà donata al Comune. Intanto a Soria, in Spagna, a 200 km da Madrid, hanno costruito un parco dei Dinosauri basandosi sulla scoperta di 12, si 12 orme: 200 mila visitatori all'anno. Da noi la Valle dei Dinosauri, che insieme all'Uomo di Altamura, ai Sassi di Matera e all'area archeologica di Botromagno di Gravina potrebbero far questa zona apulo-lucana il cuore del turismo culturale meridionale resta solo un sogno Un po' come il sogno di Joe Lansdale, il grande scrittore americano, che l'anno scorso venne ad Altamura perché irresistibilmente attratto dal mistero dei Dinosauri. Visitando la cava si sedette al centro della immensa spianata, appoggiò come un comanche del suo Texas l'orecchio sulla roccia e cercò di sentire i rumori dei passi di quei grandi erbivori che pascolavano da quelle parti 65 milioni di anni fa.
LECCE - I dinosauri e la fine della nostra illusione
Nel 2000, a Altamura, in Puglia, viene scoperta una cava di dinosauri con ben sette piste di tracce di sauropodi, anchilosauri e tricerapodi. La scoperta viene segnalata alla Soprintendenza di Taranto e iniziano le ricerche. La ministra Melandri stanizia i finanziamenti per la protezione delle orme e la loro valorizzazione. Nel Museo Archeologico si organizza una sezione dedicata alla scoperta. Lo scrittore Joe Lansdale visita la cava e si sente come se stesse ascoltando i rumori dei dinosauri. I visitatori arrivano in gran numero, ma la burocrazia e le gelosie tra le istituzioni e i privati bloccano il progetto.
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