Quadrifoglio pulisce i muri degli edifici del Comune. Ma dietro l'angolo, i vandali L'effetto è quasi estraniante. Perché quei graffiti, quelle scritte fatte con pennarelli e bombolette, erano diventate ormai un tratto distintivo di via Palazzuolo. Dettagli disturbanti, ai quali residenti e passanti si erano dovuti abituare. Invece, da venerdì, i muri di questa strada «di frontiera», spesso al centro del dibattito sul degrado del centro storico, sono puliti, almeno in buona parte. Certo, se si gira l'angolo siamo ancora nel regno dei vandali: scritte dappertutto, anche sulle toppe di vernice che coprono scritte precedenti. Le grandi pulizie agostane di Palazzo Vecchio sono arrivate qui su ordine del sindaco Matteo Renzi; la pulizia, un altra battaglia nella guerra dichiarata ai graffiti, è opera di Quadrifoglio. Era stato proprio Renzi, nei giorni scorsi, dopo una camminata nelle vie di questa parte di centro, a chiedere che venisse ripulito tutto il prima possibile. «I muri non possono restare in queste condizioni aveva detto , si tratta di proprietà del Comune e siamo noi che dobbiamo dare per primi l'esempio: facciamo scomparire queste scritte». Il tratto di via Palazzuolo a cui Renzi faceva riferimento va da via dei Fossi a via del Porcellana, qui Palazzo Vecchio è proprietario di numerosi edifici: ci sono spazi per anziani, uffici e ancora un immobile completamente in abbandono. Trascorsi cinque giorni dalle parole del sindaco, Quadrifoglio si è subito mosso mettendo a disposizione la sua squadra antigraffiti; un esercizio per sperimentare le tecniche di pulizia e il già annunciato «tintometro». «Si tratta di un apparecchio spiegano da Quadrifoglio che consente di produrre il colore coprente su misura, ovvero di una tonalità che sia più prossima possibile al muro imbrattato». Così sono stati trovati i gialli tenui adatti a coprire le scritte di via Palazzuolo: «Veri e propri scarabocchi, più che graffiti» racconta i tecnici. Sono state coperte le scritte su tutti i palazzi non soggetti a vincoli conservativi, altrimenti si sarebbe incorsi nelle lunghe procedure richieste, ad esempio, per l'intervento su Ponte Santa Trinita, dove ci sono voluti circa due mesi per ottenere il nullaosta alla pulizia da parte della soprintendenza ai Beni artistici e architettonici. Un intervento, quello sul ponte, che doveva essere eseguito inizialmente da Quadrifoglio, ma che la soprintendenza ha preferito fosse affidato a restauratori specializzati, individuati all'interno della Fabbrica di Palazzo Vecchio. Il sindaco ha rinnovato il suo appello ai cittadini perché contribuiscano a tenere pulite le facciate dei propri palazzi, segnalando i graffitari ma anche impegnandosi in prima persona. Sarà Quadrifoglio a dar loro una mano: il «tintometro» servirà infatti anche a trovare le giuste tinte per i fiorentini che vorranno a mettere a nuovo i propri muri; già i primi cinque cittadini hanno richiesto la loro vernice ad hoc: «Si sono rivolti direttamente al call center di Palazzo Vecchio (055055, ndr) spiega Quadrifoglio , sono poi gli assistenti al territorio a provvedere a rilevare la tonalità di colore giusta, che poi viene trasmessa all'azienda incaricata di preparare la tinta». Il richiedente non deve far altro che versare su un apposito bollettino di pagamento un corrispettivo simbolico di cinque euro. E poi, pennello alla mano, cominciare a ritinteggiare con cura.