Dopo la scoperta tutti sembrano essere d'accordo «Ad Altamura nascerà un vero Jurassic Park» «L'affioramento di Altamura, dopo otto anni dalla scoperta e anche dopo i successivi ritrovamenti, può essere considerato il più importante giacimento italiano se non europeo, sia dal punto di vista paleobiogeografico che da quello direttamente icnologico». Sono parole di Umberto Nicosia, piene di malinconia se non di rabbia, affidate nel 2004 alla rivista Altamura, diretta da Silvio Teot. «Purtroppo - scriveva ancora - il disinteresse del mondo politico e la mancanza di finanziamenti ne hanno ritardato e ne impediscono materialmente uno studio adeguato. Questa situazione è ulteriormente complicata dalle condizioni climatiche particolarmente aggressive, che destano molte preoccupazioni sulla conservazione futura delle orme». Eppure non era iniziata così male. Torniamo al momento in cui, nel giugno del 1999 il professor Nicosia decide di venire di nuovo ad Altamura a osservare da vicino le orme per dare certezza scientifica all'intuizione scattata vedendo il video. Nella cava il professore e Massimo Sarti non trovano pecore, ma vengone interrotto dall'arrivo di una squadra di operai che si stanno attrezzando a far diventare quella cava una discarica di inerti. Nicosia fa appena in tempo a pronunciare la parola dinosauri, che viene sommerso da risate e gridolini e invitato a togliere il disturbo, che c'è da lavorare. «Non è tempo». E chiamano lui, il nuovo proprietario, don Carlo Columella, il re dei rifiuti della Murgia. Anche la storia della cava Pontrelli ha qualcosa di misterioso e premonitore. Avviata negli anni Sessanta, l'attività estrattiva procede fra alti e bassi, gestita da una famiglia altamurana di cavatori, i De Lucia. Ma è solo a metà degli anni Ottanta che, scavando ancora per venti metri, si arriva alla grande lastra calcarea in pendenza dove sono state rinvenute quelle che ormai sono certamente impronte in successione. Le mine potrebbero far saltare tutto, ma si decide di lasciare quel grande piano di lavoro intatto e di aprire intorno nuovi fronti di cava. Non funziona: la crisi è pesante e De Lucia che aveva immaginato (sbagliando) che la statale 171 sarebbe stata raddoppiata per via dei pullmann carichi di operai che raggiungono l'Italsider di Taranto, aprendo così alle sue pietre nuovi e promettenti mercati, si toglie la vita sparandosi un colpo di pistola proprio nella cava. Nemmeno il figlio riesce a risollevare le sorti dell'impresa, anche se porta a compimento l'aumento del piano di cava. Poi l'impresa chiude e la cava resta abbandonata per anni, terra di conquista per vandali e ladri. Rubano tutto: dai motori dei macchinari al materiale elettrico. Mentre la proprietà, la famiglia Rajola Pescarini, che l'aveva affidata ai De Lucia, cerca nuovi acquirenti. Trovano Columella che acquista tutta l'area, anche quella al lato della cava dall'altra parte della strada. Intende utilizzare la piattaforma centrale come deposito di inerti, seppellendo definitivamente le impronte sotto una montagna di rifiuti. Solo pochi mesi, e la Valle dei Dinosauri sarebbe rimasta, al più, una leggenda mai raccontata e immaginata. Nicosia e Sarti scoprono dunque che la cava non è più abbandonata, e si corre il rischio di rovinare tutto. E così si precipitano al telefono: chiamano il Ministero, quindi la Soprintendenza archeologica di Taranto, che ha un ufficio periferico presso il museo di Altamura. Il progetto di Columella viene subito bloccato, e accade anche un fatto che tutti interpretano positivamente. L'amministratore delegato della società di Columella, Vincenzo Fiore, genero del gran capo Carlo (che intanto agli amici confessa «ma 'sti professori non potevano farsi i c. loro, invece di venire a curiosare nella mia proprietà?») partecipa alla prima manifestazione pubblica annunciando la volontà di collaborare alla valorizzazione della scoperta. Iniziano gli incontri con la Soprintendenza e gli Enti locali, si fa avanti la proposta di creare una società mista per la gestione del sito della cava Pontrelli. E si intensificano i viaggi in Puglia del professor Nicosia che dirige la delicata opera di messa in evidenza delle orme, coperte da tappi di pietra. Ne stima addirittura trentamila. Le proporzioni della scoperta sono enormi; Nicosia insiste «di non aver mai visto orme di dinosauri così numerose e ben conservate»; nell'area dovevano vivere oltre duemila dinosauri, alti fino a dieci metri. Dopo la conferenza stampa del luglio 1999 al Museo archeologico, ad Altamura la parola d'ordine delle associazioni culturali locali è «non far morire la scoperta». E sì, in Italia accade sempre così, dopo le prime settimane di bombardamento mediatico, dopo le prime troupe televisive che arrivano, tutto finisce a tarralucci e vino. E in genere il ministero e le sue soprintendenze, che devono provvedere alla custodia e conservazione, costruiscono una sorta di muro di gomma che attutisce qualsiasi richiesta, qualsivoglia azione innovativa. Ad Altamura, invece accade un fatto positivo. Si crea un tavolo operativo che riunisce i vari soggetti. E soprattutto Columella, noto in città e nel comprensorio, per il suo spregiudicato fiuto affaristico subisce una sorta di illuminazione. Il ragionamento che qualcuno fa a don Carlo è più o meno questo: «Hai fatto arrivare nella discarica di Altamura rifiuti da tutta Italia. In città sei temuto per il tuo potere economico-politico. Dimostra ora che vuoi fare qualcosa per questo paese. Sei ricchissimo, adesso puoi investire in una opera straordinaria, un parco unico in Italia che metta insieme la ricerca, lo studio, la scoperta e il turismo culturale e il tempo libero. Diranno: "Columella ha fatto qualcosa per la città, anzi per la Puglia intera"». Columella sembra convinto anche perché è in bilico il nuovo appalto decennale per la raccolta dei rifiuti. Ospita finanche Nicosia e i suoi collaboratori. C'è un gran lavoro da fare. L'idea è quella di creare la Valle dei dinosauri, uno Jurassic Park in cui riprodurre il clima e la vegetazione, installare riproduzioni degli animali, far sentire anche i versi dei lucertoloni. Forse nuovi scenari turistici si potranno aprire per la Murgia e la Puglia, fra tesori archeologici e squisitezze gastronomiche.
PUGLIA - Un Jurassic Park nascerà ad Altamura
Dopo la scoperta di impronte di dinosauri in una cava di Altamura, il professore Umberto Nicosia e Massimo Sarti cercano di convincere il proprietario della cava, don Carlo Columella, a non distruggere il sito. La cava era stata abbandonata dopo la chiusura dell'impresa De Lucia, che si era tolto la vita. Columella intende utilizzare la cava come discarica di rifiuti, ma Nicosia e Sarti riescono a convincerlo a creare una società mista per la gestione del sito e a valorizzare la scoperta. La scoperta è considerata una delle più importanti in Italia e potrebbe aprire nuovi scenari turistici per la Puglia.
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