I piani attuativi al centro dello scontro anche nella maggioranza Restano le scelte urbanistiche, in particolare quelle per i grandi piani attuativi, al centro dello scontro politico non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche tra Pdl e Dinelliani. Sarà il voto sulla variante proposta dalla giunta, a settembre, la cartina di tornasole della vera tenuta del centrodestra, ammesso che ci siano davvero il rimpasto dell'esecutivo e la ricomposizione dello scontro nel Pdl con il recupero in giunta di esponenti del gruppo di Dinelli. Le avvisaglie di quanto sta per accadere si leggono anche in nuove prese di posizione, in particolare sul megaquartiere del gruppo Valore a S. Anna. Al capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini, che ieri aveva ribadito sul nostro giornale il no del centrosinistra a inciuci e appoggi più o meno esterni alla giunta Favilla, assicurando il mantenimento di una linea rigorosa sul rispetto delle norme urbanistiche e del piano strutturale, replicano il vicecapogruppo del Pdl, Franco Fabbri, e il leader di Governare Lucca, Piero Angelini. Il Pdl. «Non ho difficoltà a condividere con Tambellini - dice Fabbri - che è stato un errore prevedere "interventi palliativi" sul regolamento urbanistico. Più di una volta ho dichiarato che occorreva procedere, come ora si sta facendo, alla stesura di un nuovo piano strutturale e un nuovo regolamento urbanistico. Del resto lo stesso sindaco ha ammesso di aver sottovalutato e di essere stato mal informato all'inizio del suo mandato. Per il piano attuativo di Sant'Anna sono ugualmente d'accordo con Tambellini che i proponenti abbiamo comunque diritto ad una risposta, come gli altri proponenti. E non vedo niente di strano che l'amministrazione si impegni dopo le varie sollecitazioni a ridurre la portata dei vari progetti e del loro impatto ambientale, purché tutto ciò sia strettamente e correttamente correlato alla strumentazione urbanistica vigente. Per eventuali ipotetici rapporti e i vari equilibri tra imprese costruttrici, questa gestione non rientra nei compiti istituzionali dell'ente che deve solo garantire trasparenza e interesse collettivo». Fabbri poi rassicura Tambellini che «questa maggioranza non è interessata a "governi di emergenza", ma esclusivamente a ripristinare rapporti distinti con l'opposizione purché corretti, costruttivi, senza strumentalizzazioni e interessi di bottega. Quello che mi preoccupa invece dell'intervento di Tambellini è il suo pronto impegno tutto teso a tranquillizzare l'on. Angelini su quello che saranno le future posizioni del suo gruppo che invece interesseranno certamente i suoi elettori». Governare Lucca. Piero Angelini insiste soprattutto sul condizionamento che i grandi gruppi immobiliari esercitano sulla politica e le scelte amministrative della città. «Sul Parco di S. Anna ho scritto semplicemente che è errato, e rappresentasse un cedimento politico ed un annuncio di "disponibilità", parlare in questo caso, come Tambellini ha fatto, di "diritti maturati" da parte del gruppo Valore; è certo, infatti, che, nel caso di un piano attuativo si maturano diritti solo dopo la sua approvazione, che non c'è stata, perché il progetto era in contrasto con la normativa del regolamento urbanistico. Il gruppo Valore, dopo la sua diffida ad approvare subito il piano attuativo del Parco di S. Anna, rivolta al Comune il 21 giungo pena un milionario risarcimento, non ha diritto neppure ad una risposta, perché tutti ben sanno che, con il 14 aprile 2009 (cioè dopo 5 anni dall'entrata in vigore del regolamento urbanistico) il piano attuativo è decaduto. In precedenza, poi, una risposta l'ha certamente avuta, nei numerosi incontri, anche conviviali (a cui, un tempo, mi si voleva trascinare), in cui il sindaco ha dato, evidentemente, totale disponibilità a difendere integralmente il progetto, nonostante le ampie riserve di tutta la sua maggioranza: disponibilità che continua imperterrita, se Favilla ha avuto l'ardire non soltanto di riproporre il piano attuativo nella variante al regolamento urbanistico, ma addirittura di assegnargli fin da ora le quantità residenziali necessarie, sottraendole a chi ne ha diritto. Quando poi Tambellini liquida le mie considerazioni sulla politica dei grandi gruppi immobiliari, di cui lui dice di non sapere niente, e propone un'alta politica come "sintesi superiore degli interessi collettivi", segnala una reale distanza tra noi e la sua parte politica: che non sa, né si preoccupa di sapere chi sono e da dove vengono e cosa rappresentano gruppi come l'Astaldi, a cui la Regione ha affidato la gestione per quasi venti anni dei servizi parasanitari di 4 ospedali, compreso quello di Lucca, e gruppi come Valore, che non solo a Lucca, ma in molta parte della Toscana, hanno monopolizzato il settore delle costruzioni, condizionando pesantemente la classe politica. Senza un tale sforzo di chiarimento e di contenimento, di autonomia, la politica, anche a Lucca, non può essere né più alta, né più degna».