Un peso eccessivo, 60 quintali di pannelli in cartongesso sul soffitto, a 23 metri d'altezza dal suolo, e «tutto è venuto giù», come ha raccontato un operaio polacco riuscito a sfuggire alle macerie. 8,30 di ieri mattina a Roma, al Palazzo delle esposizioni si lavora come tutti i giorni perché tutto sia pronto per l'inaugurazione, il prossimo 21 dicembre, con una mostra sul rock. Una gru comincia a poggiare i pannelli sul tetto del retro del palazzo, sulla parte che affaccia su via Piacenza, a pochi metri dal comando dei vigili del fuoco. Un operaio li sta sistemando quando improvvisamente il soffitto crolla, sfondando anche quello del piano intermedio e schiacciando quattro operai che stavano imbiancando una sala espositiva. Tre di loro rimangono feriti gravemente, anche se non in sono in pericolo di vita, altri due meno seriamente, tanto che saranno dimessi dall'ospedale già in mattinata. Al lavoro ci sono in tutto una sessantina di persone, lavoratori di un'associazione temporanea di imprese di cui fanno parte la Sac spa e la Igit spa. «Si è sentito un fortissimo rumore, come una bomba, un boato e tutti siamo scappati, uscendo dall'edificio. Poi ci siamo accorti che ne mancava uno, un rumeno che è precipitato per 16 metri», racconta ancora Jerzy Sobeniak. Sarà estratto dalle macerie e portato in gravi condizioni all'ospedale San Camillo. Gli altri due feriti sono ricoverati al Policlinico Umberto I. «Ho visto una voragine aprirsi dentro al fabbricato, improvvisamente si è alzata una gran massa di polvere. Mi sono reso conto che è franato il solaio e il tetto di piano terra. Uno strapiombo di più di dieci metri», dice un altro operaio, «mi trovavo sulla parte del tetto che non ha ceduto. Sono scappato dalle scale di emergenza e sono sceso. Sono vivo per miracolo. Ho visto una massa di calcinacci e sentivo persone che si lamentavano, ma l'intervento dei pompieri e delle ambulanze è stato immediato». Le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco parlano di quel carico eccessivo come probabile causa del crollo. A rafforzare l'ipotesi arriverà poi il verdetto del responsabile del dipartimento di prevenzione dell'Asl Rma Umberto Bacchiarotti, che spiegherà come nel cantiere le norme di sicurezza fossero rispettate e che la colpa fosse da attribuire esclusivamente al peso dei pannelli. «La scena del crollo è come quella di un bombardamento: il solaio che è crollato misurava 90-100 metri quadri e ora ci sono ovunque macerie e travi pericolanti», ha raccontato ai giornalisti Bacchiarotti. Sul posto arriva anche il sindaco Walter Veltroni, insieme agli assessori Giancarlo D'Alessandro e Gianni Borgna, che annunciano l'avvio di un'inchiesta amministrativa da parte del comune per «accertare le cause del crollo». Nel frattempo i tecnici del comando provinciale effettuano un sopralluogo e la procura di Roma apre a sua volta un fascicolo con l'ipotesi di reato di lesioni personali colpose, comincia a interrogare i responsabili dei lavori e alcuni operai, sequestra tutti i documenti dei lavori e l'intero complesso almeno finché non verrà scongiurato il pericolo di ulteriori crolli. Un po' tutti ammettono che nel cantiere non c'erano mai stati particolari problemi di sicurezza. «I controlli al cantiere erano rigorosi e il coordinatore della sicurezza veniva almeno tre volte alla settimana», dice un altro operaio, Pietro, mentre un terzo, Aldo, spiega come fossero «richiesti il casco, le scarpe antinfortuni e il cartellino di riconoscimento». «Il cantiere era stato controllato nel febbraio scorso dall'Osservatorio comunale sulle condizioni del lavoro a Roma ed era risultato tutto in regola», dice il direttore dell'Osservatorio Sandro Cossetto. Il segretario regionale della Fillea Cgil sostiene invece che «bisogna prendere atto che non bastano più gli ispettori del lavoro e i tecnici delle Asl» ma «le imprese dovrebbero assumere nei contratti la responsabilità di convocare i cosiddetti comitati tecnici paritetici in grado di stabilire, attraverso tecnici e ingegneri, le condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro». Anche per il segretario della Filca Cisl bisogna intensificare «l'attività ispettiva e preventiva, le garanzie per gli operai edili e i meccanismi di sicurezza», anche perché nonostante la firma, due mesi fa, del protocollo per i controlli nei cantieri tra sindacati e comune, continuano ad accadere incidenti sul lavoro. «Se cantieri come quello del Palazzo delle Esposizioni sono sulla carta quelli più organizzati e controllati, preoccupa immaginare le condizioni di migliaia di altri cantieri aperti a Roma e provincia e le condizioni dei lavoratori che vi operano», denuncia il verde Angelo Bonelli. Il soffitto crollato non era stato comunque toccato dalla ristrutturazione del palazzo, così come nell'intera ala non erano in corso cambiamenti strutturali ma solo opere di tinteggiamento e il rifacimento degli impianti. L'edificio, che ha ospitato eventi, mostre, incontri, festival di cinema (come quello asiatico) e finanche feste elettorali del centrosinistra era chiuso al pubblico dalla fine del 2002. I lavori, costati 20 milioni di euro, riguardano tra le altre cose l'ampliamento della superficie espositiva, l'installazione di una grande serra in vetro, con un ristorante e un roof garden, che dovrà coprire proprio l'ala in cui si è verificato il crollo, e una copertura a botte bioclimatica. L'apertura del palazzo è destinata inevitabilmente a slittare, come conferma il presidente dell'azienda comunale Palaexpò Raffaele Ranucci, anche perché i lavori sono sospesi almeno fino al dissequestro dell'area.