Hanno ripreso a scaricare da dieci giorni. E poi ci sono le lucciole a ogni ora È unarea bellissima peccato per i rifiuti Ma se li prendo sul fatto li denuncio Via della Marcigliana, un pezzo di Roma isolato dalla città. Un mare di verde, una natura traboccante, rovinata dalle discariche. Ogni cento metri si trova qualcosa: frigoriferi anche da bar con il marchio di una nota azienda di birra in bella vista, ruote per moto da cross e per auto, materiali di scarto dai cantieri edili, tavolette per il bagno con e senza tavoletta, persino due poltrone con una tavola di legno tra loro a mo di tavolino. Cè di tutto in questarea poco centrale del municipio IV, che collega via Salaria, poco dopo il Grande raccordo anulare, con zona della Bufalotta. Unarea così bella da crearci una riserva anulare estesa per oltre 4 mila ettari. «Sono tornati a scaricare da almeno una decina di giorni. Si erano fermati per un mese, e ora hanno ripreso» dice Roberto, 55 anni, nato e cresciuto qui intorno. Ferma la sua bicicletta da corsa, «sono un ciclista amatoriale», e racconta le minacce alla bellezza della Marcigliana. «Sarà che destate si fanno i lavori in casa, ma qui le discariche si vedono una dietro laltra. Piccole quantità di residui di cantine e di cantieri abbandonati, senza dimenticare la prostituzione, maschile e femminile, italiani e italiane, e ogni giorno si vedono. È un peccato, questa è davvero unarea meravigliosa». Lasciata la Salaria, si incrociano due camper con due donne dentro: sono due prostitute storiche, stanno qui da ventanni, tanti le conoscono da queste parti. Poi iniziano le discariche a macchia di leopardo: la prima è davanti a un cancello che introduce a una delle tante proprietà in cui è frazionata la zona, di fronte cè il salotto a cielo aperto, poi il primo frigorifero e il primo gabinetto. Poco più avanti ce nè un altro e, proseguendo, sulla destra si trovano quelli che forse sono i residui di una cantina svuotata di recente: con i poster che raffigurano New York, si nota persino la confezione vuota di un vecchio Commodore. Non mancano i resti di quelli che una volta erano mobili bianchi, forse di un ufficio sgomberato. Il degrado non è soltanto in via della Marcigliana. Nella vicina via Bartolomeo Capitanio basta percorrere pochi metri, in una strada che sarebbe da riasfaltare, per arrivare a una bellissima villa su quattro piani. «Era di Alberto Sordi, che, allapice del suo successo, la donò alle suore filippine. Ora è della Asl, ed è abbandonata» racconta il guardiano. «I satanisti la usavano per i loro riti, poi non si sono più visti. Una volta a settimana vengono anche gli appassionati di softair, la guerra finta, nella zona verde qui intorno. Cè persino unarea archeologica. Qui intorno è bellissimo. Peccato per quelle discariche: sono ricomparse da poco, credo che sia una ditta soltanto. Non lhanno beccata nemmeno le telecamere, qui è pieno, anche a causa delle centrale elettrica. Se lo becco io, lo porto a calci dalla polizia».
ROMA - Marcigliana, prostitute e discariche così il parco muore nel degrado
Un'area di Roma, chiamata Marcigliana, è stata devastata da discariche e rifiuti. La zona, che è stata descritta come "un mare di verde" e "natura traboccante", è stata infestata da rifiuti di vario tipo, tra cui frigoriferi, ruote per moto e materiali di scarto. I residenti della zona hanno denunciato la presenza di discariche e hanno chiesto che vengano rimossi. L'area è stata anche descritta come un luogo di prostituzione, con donne che si trovano in camper e prostitute maschili e femminili. La zona è stata anche descritta come un luogo di satanismo, con la presenza di satanisti che hanno utilizzato una villa abbandonata per i loro riti.
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