Nuova perizia ma il sindaco contesta: è della città Riparte una annosa querelle, il primo cittadino non ci sta: sono federalisti solo a parole «La statua del David è proprietà dello Stato», rivendica il ministero. «Bondi non ci provi, il David è nostro», ribatte il sindaco Matteo Renzi. E, nel bel mezzo dellagosto, dun colpo si riaccende la disputa sul marmo più famoso del mondo, che Michelangelo scolpì in tre anni dal 1501 al 1504. La scintilla sta in una relazione che ricostruire la storia della statua: per conto del ministero dei Beni culturali, gli avvocati Maurizio Raugei e Luigi Andronio concludono che la proprietà del David non è del Comune di Firenze ma dello Stato. Il sindaco Renzi non lascia passare neppure il Ferragosto: «Le carte non sono chiare, sono chiarissime: con buona pace degli avvocati romani, il David è della città di Firenze». Una disputa antica, condotta su pergamene ingiallite. Attualizzata però dallo scontro politico: in gioco, del resto, non ci sono solo gli 8 milioni dincasso della Galleria dellAccademia, dove oggi si trova loriginale michelangiolesco. I milioni sono in realtà 30: tanto lo Stato incassa dai musei fiorentini, Uffizi in testa. E se la città reclama da anni una compartecipazione agli «utili», in ragione dei milioni di turisti che ad ogni stagione visitano il capoluogo toscano facendo impennare i costi di manutenzione, fino ad oggi lo Stato ha risposto picche. Una disputa che sa molto di federalismo. E anche di legge speciale per Firenze che il premier Berlusconi ha per ben due volte promesso, nelle due ultime campagne elettorali, e non ancora mantenuto. Il Comune nato in epoca granducale, secondo i due legali del ministero, non può essere considerato lerede diretto della Repubblica fiorentina che pagò 400 fiorini a Michelangelo: il David è stato uneredità tra Stati. E quando nel 1872 la statua alta quattro metri venne spostata dallingresso di Palazzo Vecchio (quella che cè oggi è una copia) e trasferita allAccademia, si dice nella relazione, se ne ebbe la riprova: il Comune non ne rivendicò la proprietà. «Un dibattito surreale - replica il sindaco fiorentino - quando nel 1871 la capitale del regno diventa Roma, la nostra città viene indennizzata con il passaggio di proprietà di Palazzo Vecchio e di tutto ciò che sta sullarengario». Cioè sulla scalinata dellingresso del palazzo: «E a quel momento sullarengario cera ancora il David originale. Chi contesta la proprietà del David dovrebbe contestare anche quella di Palazzo Vecchio. Cosa che nessuno può sognarsi di fare», manda a dire il sindaco di Firenze al ministro Sandro Bondi. Renzi, del resto, ne è convinto: «La questione in realtà è politica, riguarda il rapporto tra il Comune e lo Stato centrale: questi sono federalisti solo quando gli fa comodo». Giù le mani dal David dunque, è il messaggio del sindaco. Che, guarda caso, ha appena firmato unordinanza per costringere la soprintendenza e lo stesso ministero a pulire i muri degli Uffizi e dellAccademia imbrattati dalle scritte e dagli spray. «Forse considerano federalismo che loro incassano e noi si pulisce?», si chiede adesso Renzi. E già che cè rilancia pure: «Bondi è venuto a Firenze a presentare i lavori e la tabella dei tempi dei Grandi Uffizi, oggi però i cantieri sono fermi. Venga adesso a Firenze a spiegare perché».