«Tombe di epoca romana in Valdonega? Possibilissimo, quello che mi pare strano è che dal 1950 ad oggi non se ne sia saputo nulla, magari segnalazioni erano state fatte. Faremo accertamenti non appena rientrano alcune mie collaboratrici», risponde così Vincenzo Tinè, soprintendente dei beni archeologici del Veneto al lavoro anche l'antivigilia di ferragosto, alla domanda diretta se possono esistere tombe come quelle descritte dal testimone Pace nel suo racconto. Aggiunge il sovrintendente: «E se troviamo elementi utili possiamo anche decidere di effettuare degli scavi dove è rimasto lo spazio per farlo e possiamo interessare anche i carabinieri del nucleo di tutela». D'altra parte era il gennaio del 1957, quando in via Zoppi, sulla collina della Valdonega, durante la costruzione di un condominio sono riaffiorate le fondamenta di un grande edificio privato romano. Altre costruzioni analoghe dovettero esistere sulla collina più prossima alla città verso la sponda sinistra dell'Adige, ma non vi sono tracce. Questa villa resta dunque l'esempio più importante di edilizia privata a Verona per il I secolo dopo Cristo e in particolare dell'età di Tiberio (14-37 dopo Cristo). «Questa è una villa meravigliosa, un esempio importante che purtroppo ha gravissimi problemi di conservazione», dice il sovrintendente, «quindi è del tutto probabile che in questa zona ci siano tombe romane. Mi stupisce il fatto che nessuno abbia mai segnalato alcunché. Ma di certo con articolo e segnalazione appureremo tutto quanto sarà possibile appurare», conclude Tinè.A.V.