"Spezzatino", ci sono 8 richieste. Duro scontro sindaco-Ente Ville: «Dov'erano quando Bertola faceva colate di cemento?» R.F.-L.C. Ci sono almeno otto proprietari, a Forte, intenzionati a chiedere un frazionamento delle proprie abitazioni. Un numero che - se il piano prima casa verrà approvato nel testo attuale - potrebbe crescere. Ma, intanto, ci sono i primi movimenti contro il piano: l'Ente Ville ha inoltrato un esposto alla Sovrintendenza. Quando, durante la fase istruttoria del piano, venne chiesto alla cittadinanza quali fossero le proprie esigenze immobiliari, in otto chiesero di procedere al frazionamento. Si tratta di una sorta di "zoccolo duro", che potrebbe crescere: le abitazioni così ottenute, infatti, non vanno sottratte al totale previsto dal piano. Che non piace per nulla a Fernanda Giulini, presidente dell'Ente Ville, che ha presentato un esposto alla Sovrintendenza di Lucca e ha presieduto, sere fa, un vertice con oltre 250 vip di Roma Imperiale, contro il Piano Prima casa, "orgoglio" dell'amministrazione Buratti. A cercare di buttar acqua sul fuoco di una polemica ferragostana che potrebbe riverberarsi su tutta l'ultima parte del mandato della Giunta di centrosinistra è il sindaco, Umberto Buratti: «Chiariamo una volta per tutte che il Piano serve a dare la prima casa ai residenti che non possiedono, né a Forte dei Marmi, né sul resto del territorio nazionale alcuna altra unità abitativa. In questo solo caso, ad esempio, un genitore potrà frazionare il suo immobile per consentire al proprio figlio, che sia residente a Forte dei Marmi, di non esser costretto ad emigrare per trovare casa. Sia l'abitazione del padre, che quella del figlio saranno vincolate per vent'anni, non potranno essere vendute, affittate, o concesse in uso a terzi a qualsiasi titolo, a pena di sanzioni severissime, sia economiche che ripristinatorie. Chi sa fare di meglio - prosegue Buratti - per dare una risposta al bisogno abitativo dei residenti evitando che Forte dei Marmi diventi un paese senza abitanti durante l'inverno, collabori con l'amministrazione». Per Buratti è «improbabile, se non impossibile» che queste situazioni "di emergenza" possano riguardare le ville di Roma Imperiale. Dove, fra l'altro, il piano prevede non si possa costruire un mattone in più. Certo, il clima non è dei più "rilassati". Lo dimostra una domanda retorica del sindaco Buratti alla Giulini: «Ci chiediamo a che cosa era dovuto l'assordante silenzio mantenuto dalla signora Giulini e dall'Ente Ville, quando la passata amministrazione ha consentito una vera e propria colata di cemento. La signora ci passa mai da via Giglioli? E a Vittoria Apuana non ci capita mai? Si accettano proposte, purché nell'interesse del paese. Abbiamo prolungato i termini delle osservazioni, proprio per favorire la partecipazione».