Il Pd va abolito e sostituito con una amplissima lista civica che apra un dialogo con la città vera Il fenomeno Moratti è penoso, una grande carica regalata dal marito per un capriccio familiare Philippe Daverio, critico darte di notorietà televisiva, già assessore alla Cultura nella giunta leghista dal 1993 al '97, fotografi il momento attuale di Milano. «La situazione, dal punto di vista strettamente teorico, è prerivoluzionaria. Accade quando la realtà oggettiva e produttiva è del tutto distante dal cappello amministrativo che la deve controllare. Con 4-5 milioni di persone che ci gravitano intorno, Milano è una delle grandi metropoli europee ma nella percezione dei residenti che votano è una città di provincia abitata in gran parte da anziani. Quelli che la frequentano non sono né provinciali né anziani ma vengono da fuori e non votano». Come sarà la rivoluzione? «Cè un momento in cui le forze economiche sono talmente trainanti da prevalere sulla conservazione. Non so se quel momento sia giunto. Cè però una realtà di gente che lavora in questa città e magari non ci abita o non è nemmeno italiana. Peruviani, marocchini, filippini, che ai figli parlano in italiano, producono ricchezza ma non contano niente. La distanza fra chi decide e chi opera è incolmabile». Anche per il prossimo sindaco? «Qualcuno con carattere e visione politica può fare molto. Anzitutto chiudere il Comune per fare larea metropolitana. Bisogna avere il coraggio di togliere di mezzo centinaia di assessori e auto blu, un vero handicap per cittadini. Per questo la situazione è prerivoluzionaria». Quale profilo deve avere un possibile candidato? «No ai manager aziendali, non servono. Lazienda espelle i problemi, la politica li deve introiettare e risolvere. Non deve essere un provinciale ma possedere una visione della città interna alla cosmogonia europea odierna. Infine, deve essere giovane. Se non lui, almeno i suoi consiglieri sotto i 45 anni. A Milano (e allItalia) manca la visione di un futuro costruibile. Per un fatto biologico, chi è sopra i 40-45 anni non lha più». Ha in mente un nome? «Sì, una signora. Non viene dalla cultura né dalleconomia, ne parleremo a settembre». Il rilancio della città è possibile? «Norman Rosenthal, segretario della Royal Academy, mi diceva che "Roma è nulla più di un paese, Firenze uno splendido museo, Venezia il miglior hotel del mondo, Milano lunica vera città italiana". Questa è la percezione internazionale di Milano. È una grande scommessa per un sindaco che sia slegato da lobby come la Compagnia delle opere e i grandi immobiliaristi». È probabile che tocchi di nuovo a Letizia Moratti. «Il suo è un fenomeno penoso, una grande carica regalata da un marito per un capriccio familiare. Una cosa da ancien régime e lei la sente questa tristezza petroliera, glielo leggi in faccia. Ti regalo la città, ti regalo lExpo... Ma regalale un viaggio alle Baleari. Regalale le Baleari. È il capitalismo di un Paese che ha rinunciato alla concorrenza». E il centrosinistra? «Deve sciogliere il Pd, ammesso che il Pd non si sciolga da solo come liceberg groenlandese. Troppi non pensano affatto a vincere ma solo a conservare il posto e chi se ne frega se si perdono voti. Il Pd va abolito e sostituito con unamplissima lista civica trasversale, si apra un dialogo con la città vera. Torniamo alle idee, e alla polis, alla città, nel significato etimologico di politica. Urge un Lutero della sinistra». Con quale programma? «Uno. Rompere laccerchiamento della città, riconoscendo che esiste una metropoli di 3 milioni di abitanti. Due. Ristabilire un rapporto equilibrato con la campagna circostante. Tre. Edificare in tempi ragionevoli 200mila appartamenti con affitti a 400 euro al mese. Si può costruire a 2mila euro al mese, per 50 metri quadrati fatti bene spendi 100mila euro. Un canone di 400 euro al mese significa un rendimento di quasi il 5, più che accettabile. È impossibile abitare a Milano senza grandi redditi. Mi pare di sinistra sostenere i giovani, se non diamo loro delle opportunità la città imploderà».
MILANO - "Il candidato? No ai manager sì alla politica"
Il critico d'arte Philippe Daverio esprime la sua preoccupazione per la situazione di Milano, considerandola prerivoluzionaria a causa della distanza tra chi decide e chi opera. Secondo Daverio, il problema è che la città è governata da un cappello amministrativo che non controlla la realtà produttiva. La città è una delle metropoli europee più grandi, ma nella percezione dei residenti che votano è considerata una città di provincia. Daverio propone di abolire il Partito Democratico e sostituirlo con una lista civica trasversale che apra un dialogo con la città vera. Un possibile candidato dovrebbe avere una visione della città interna alla cosmogonia europea odierna e essere giovane.
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