La soprintendente risponde alle imprese: da rivedere i tempi dei lavori, in autunno tutto sarà a posto Entro l'autunno tutti gli incastri, i trasferimenti di sale e uffici andranno al loro posto. C'è stato uno slittamento dei tempi, ammette la soprintendente Alessandra Marino, ma i lavori dei Nuovi Uffizi, assicura, non arriveranno a fermarsi. L'architetto Marino è rientrato da poco a Firenze. Ieri ha visto la lettera delle imprese che stanno eseguendo i lavori dei Nuovi Uffizi e che in quel documento lanciano un allarme, «non un ultimatum», dice la Marino, sull'esigenza dei trasferimenti degli uffici di via della Ninna e delle sale del primo corridoio (compresa quella di Botticelli). Spostamenti che dovevano essere già avvenuti e che non liberano gli spazi necessari per il proseguimento dei lavori. Ne chiedono l'esecuzione al più presto perchè così si andrebbe incontro ad una sospensione. L'associazione temporanea di imprese lamenta già dalla primavera scorsa una diminuzione della produzione e un aumento delle spese sostenute con la possibilità di una richiesta di risarcimento danni. Raccontano insomma una situazione vicina allo stallo o comunque difficile. Ma ieri la Marino ha voluto portare una ventata di ottimismo. La soprintendenza sta «lavorando alacremente», dice. «In quella lettera non ci sono toni polemici e un documento del genere per cantieri come i Nuovi Uffizi è normale. Chiaro spiega la soprintendente che l'impresa faccia il proprio mestiere ed evidenzi il più possibile ogni difficoltà. Ci tengo a dire però che i lavori non sono fermi. Complice agosto c'è stata una flessione, ma il cantiere non si è bloccato. Ci sono alcuni nodi che vanno sciolti nell'organizzazione della tempistica. Si tratta di rivedere le varie fasi del cantiere: posticiparle alcune o anticiparne altre anche per consentire la risoluzione delle problematiche logistiche della galleria. Ma non arriveremo al blocco dei lavori. Entro l'autunno tutto sarà rimesso in perfetta linea». Un piano a cui la Marino e i tecnici stanno lavorando proprio «in questi giorni». Il rallentamento dei lavori per le imprese, non per la sovrintendenza comporterà un ulteriore ritardo nella consegna dell'opera? «Più che ritardo uno slittamento o una modifica dei tempi. È ovvio che poi quando vengono modificate alcune cose in una così grande catena di montaggio si rallenta la macchina, ma sono ottimista». E la possibile richiesta di risarcimento danni da parte delle imprese? «Ognuno fa il gioco delle parti, non voglio fare polemiche. Uniamo tutti le forze per andare avanti bene e produrre qualcosa di positivo in tempi rapidi». E ilmistero sul secondo lotto dei lavori? «Pensiamo a finire bene il primo».