GROSSETO Una democratizzazione degli accessi al mare. Questo secondo il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras (nella foto) sarebbe il senso del protocollo d'intesa firmato qualche giorno fa dal Comune di Capalbio e dalla Provincia, che prevede alcuni interventi urbanistici sul litorale comunale. Marras respinge al mittente le accuse delle associazioni ambientaliste, cofirmate da intellettuali come Asor Rosa, secondo cui dietro l'intesa si nasconderebbe il rischio della cementificazione. Il presidente della Provincia polemizza soprattutto contro i facoltosi frequentatori delle ville lungo la litoranea. «Mi pare di capire che la preoccupazione che più assilla i solerti estensori di appelli afferma sia la sistemazione degli accessi alla spiaggia di Capalbio, oggi possibile con difficoltà solo da Macchiatonda e dal Chiarone. Fra gli interventi più significativi che andranno valutati ci sono quelli relativi ai parcheggi e agli accessi al mare, in modo da consentire di raggiungere in modo più ordinato ed agevole la spiaggia. Per quanto sia comprensibile che chi ha la fortuna di godere di certi privilegi, si batta per conservarli». Un terreno caro agli ambientalisti. «La battaglia intrapresa da Legambiente per riaprire gli accessi alle spiagge dell'Argentario dimostra che da questo punto di vista con la Provincia siamo sulla stessa lunghezza d'onda commenta Angelo Gentili della segreteria nazionale dell'associazione . Vogliamo certezze sul mantenimento del delicato equilibrio ambientale di quel tratto di costa». Certezze che il protocollo non sembra dare, visto che non parla di volumetrie, assetti e tipologie di interventi, e che proverà a fornire il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori nell'incontro con la cittadinanza previsto per lunedì. Sotto accusa, oltre a due punti di accesso al mare e a cinque nuovi parcheggi, la costruzione di un porticciolo nel canale del Chiarone e la realizzazione di un villaggio turistico. «Il protocollo d'intesa richiama le previsioni del piano strutturale, del Ptc e del Pit spiega Marras . Qualsiasi ipotesi di intervento, a carico dei concessionari e senza oneri per l'amministrazione, sarà sottoposto a verifica. Con un criterio che scorre su due binari: l'impatto paesaggistico e ambientale e la produzione di reddito».