Sei anni di perdite. Così l'ad Corinne Namblard vorrebbe uscire dalla società che controlla lo scalo SIENA Non si può certo dire che l'aeroporto di Ampugnano al centro dell'inchiesta che vede indagati fra gli altri anche il presidente di Mps e Abi Giuseppe Mussari sia un'attività redditizia: dal 2004 a oggi il totale delle perdite ammonta 7.196.042 euro. E che le cose non vadano molto bene pare se ne sia accorta anche l'ad Corinne Namblard la quale, secondo quanto riferito dal comitato dei cittadini anti-ampliamento, vorrebbe uscire dalla società che controlla lo scalo senese. «Vuole che gli vengano restituiti imilioni di euro di capitale versato, e non pagare le perdite accumulate dall'aeroporto in due anni», ha detto qualche giorno fa Maria Rosa Mariani, una delle animatrici del comitato. In effetti, dando un'occhiata ai bilanci, l'azienda in mano a vari soci compresi il Fondo Galaxy e Banca Mps, ma anche il Comune e la Provincia di Siena per ora ha soprattutto bruciato valore. Il 2004 è stato chiuso con una perdita di 1.148.352 euro, che è stata più contenuta nel 2005 (-519.624) e nel 2006 (-877.419). Nei tre anni successivi però le perdite sono tornate a salire: - 1.215.546 euro nel 2007, -1.264.716 nel 2008 e -2.170.375 nel 2009. I ricavi dell'anno scorso invece sono stati inferiori al quelli del 2008: 211.544 euro contro 242.203. Emeno male che due anni fa la società è riuscita a fare un aumento di capitale, portando il patrimonio netto a oltre 20 milioni di euro, altrimenti la proprietà avrebbe già dovuto portare i libri in tribunale. I dati dei bilanci non sono passati inosservati neppure ai finanzieri e ai carabinieri che coordinati dai sostituti procuratori Mario Formisano e Francesco Firrao stanno facendo accertamenti sul fondo Galaxy, finito di fatto sotto sequestro cautelativo. Nei bilanci della società, che si era aggiudicata la gara per la privatizzazione dell'aeroscalo di Siena, si cercano elementi utili da incrociare con i sospetti degli inquirenti. Secondo la Procura la turbativa d'asta si configura in alcuni elementi ben precisi, compresi quei 29 milioni di euro che, dopo la vincita della gara d'appalto, il fondo lussemburghese doveva versare «entro dieci giorni dall'avvenuta aggiudicazione (somma poi non versata da Galaxy, né richiesta dalla Società Aeroporto Spa)», come scrivono i pubblici ministeri nel capo di accusa. Di cifre e soldi ci sono traccia all'interno di quelle carte che hanno portato al sequestro cautelativo del fondo di investimenti lussemburghese Galaxy (di proprietà delle Casse Depositi e Prestiti italiana, francese e tedesca), partner privato al 56,38 della compagine societaria formata da Comune e Provincia di Siena, Comune di Sovicille, Camera di commercio di Siena, banca Mps e Aeroporto di Firenze. Ad esempio c'è uno degli indagati che, al telefono, dice: «Mi hanno portato i documenti e mi sembra che vadano bene. Si può risolvere semplicemente tutto con un semplice aumento di capitale. Insomma, gira tutto. Le percentuali ci sono e quindi i soldi stanno tutti... Il tutto senza ricorrere all'operazione di cartolarizzazione» . Per chi mastica un minimo di economia, la «cartolarizzazione» è una sorta di passaggio di società. Che su Galaxy non spunta ma che potrebbe entrare, secondo gli inquirenti, in altri passaggi ancora da definire.