Mallia: siamo pronti a tutti i ricorsiL'on. Ragusa: è una scelta imposta Antonio Ingallina Prima le proteste per la repentina decisione della Regione di adottare il Piano paesistico provinciale; adesso, la formale richiesta di revoca dello strumento di tutela del territorio. A firmarla sono stati i rappresentanti della Provincia, dei dodici comuni iblei, delle organizzazioni sindacali, Camera di commercio e gli esponenti del mondo produttivo provinciale. Oltre alla immediata revoca del provvedimento, il documento chiede l'istituzione di un reale procedimento partecipativo, l'assoggettamento del piano, eventualmente integrato o rielaborato, alle procedure di valutazione ambientale strategica, ritenuto strumento necessario ed indispensabile di analisi comparativa partecipata delle scelte effettuata. Il documento è stato inviato al presidente della Regione Raffaele Lombardo, agli assessori regionali ai Beni culturali, Territorio e Ambiente e Agricoltura, ma anche alla sovrintendente Vera Greco ed a tutta la deputazione regionale della provincia. I firmatari speravano di potersi confrontare, prima di attuare il passaggio formale, con l'assessore regionale Gaetano Armao, che ha firmato l'adozione del contestato piano. L'esponente del governo regionale, però, dopo aver annunciato una sua visita in città, ha rinviato il confronto ad altra occasione. E così, i rappresentanti degli enti locali hanno deciso di far partire la nota ufficiale di protesta con la richiesta di revoca, in quanto, si rimarca, il piano paesaggistico, così com'è stato adottato, non è condiviso dalla stragrande maggioranza del territorio ragusano. Il documento inviato a Palermo è, di fatto, l'ultimo tentativo di "conciliazione" con la Regione. Qualora, infatti, non dovessero arrivare segnali positivi, allora i firmatari procederanno con tutte le possibili azioni di tutela del territorio previste dalla legge. «Sono tutte azioni ha rimarcato l'assessore provinciale al Territorio e Ambiente che siamo pronti a mettere in campo qualora si rendesse necessario». L'adozione del Piano è stata "scoperta" dal territorio proprio mentre era in corso, alla Camera di Commercio, l'assemblea per mettere a punto i rilievi da muovere allo strumento, in modo da avviare la concertazione su argomenti condivisi dalla maggioranza del territorio. «Nel documento ha aggiunto l'assessore Mallia abbiamo esternato la nostra sorpresa alla notizia dell'adozione nonostante le continue richieste di un doveroso coinvolgimento del territorio. Abbiamo anche ribadito l'assoluto dissenso in ordine alla reale capacità del piano (almeno nella versione che c'è dato di conoscere) di favorire la salvaguardia del territorio in termini di sviluppo compatibile, ma soprattutto in ordine alla legittimità del procedimento adottato». Di «scelta imposta dall'alto» senza tenere «conto delle vocazioni del territorio, parla, invece, l'onorevole Orazio Ragusa. Anche il deputato regionale dell'Udc, che si è detto «preoccupato dalla scelta dell'assessore regionale Gaetano Armao», chiede all'assessore ai Beni culturali di convocare «urgentemente un incontro in provincia di Ragusa per spiegare le ragioni di tali scelte e per verificare la possibilità di rivedere tali decisioni». Ciò perché, ha rimarcato, «il Piano non ha tenuto conto delle attività che insistono sul territorio e dello sviluppo strategico dello stesso».