Gli intellettuali dell'Ultima Spiaggia contro un'idea di Comune e Provincia Il sindaco Bellumori giura che non ci sarà neanche un mattone in più ma gli ospiti illustri non si convincono facilmente DALL'INVIATO ANTONIO VALENTINI CAPALBIO. E' un sogno, quella striscia di 1070 ettari stretta tra la ferrovia e il mare, che s'allunga fra Torba e Graticciaia, i confini nord e sud di Capalbio. Ogni cosa è al suo posto: le dune, la macchia mediterranea, l'oasi naturalistica del lago di Burano. E poi la litoranea tanto striminzita che se due auto s'incrociano, è bene che una si fermi per cedere il passo. Persino i muri che separano i binari dalla strada sembrano lì dal primo giorno, fatti come sono di quelle pietre murate a secco prelevate dai campi assolati. Un paradiso, su cui incombe un piano di valorizzazione della costa. O meglio, un'idea di riordino, visto che l'unico documento ufficiale di cui vi sia traccia è un accordo tra Comune e Provincia di Grosseto. Ma tanto è bastato perché gli intellettuali che da lustri animano la vita politica e culturale di Capalbio, già sulle barricate contro l'autostrada ribattezzata "SpaccaMaremma", drizzassero le loro antenne ambientaliste. Il sindaco Luigi Bellumori, eletto con il 57,6 alla guida di una coalizione di sinistra, spiega di esserci rimasto male: «Vogliono farmi passare per cementificatore. Incredibile...». Sono state le sollecitazioni di "Sacra", la società proprietaria dei 1070 ettari di paradiso, ad aprire la contesa e a sparigliare il fronte degli intellettuali, fino a ieri un monolite. Il presidente, Carlo Puri Negri, amministra i 23 casali lungo la litoranea, che affitta agli inquilini a canoni da capogiro. Contratti quadriennali, da 100mila euro all'anno, che la società vorrebbe rendere ancor più fruttuosi costruendo un porto a secco lungo il fosso del Chiarone: 25 posti barca, ciascuno dei quali nella dotazione di ogni casale. In cambio "Sacra" è disponibile ad arretrare il vicino campeggio, a spostarlo dietro alle dune, sostituendo tende e roulotte con baracche di legno: un villaggio turistico ecocompatibile e di lusso, a un passo dagli attracchi nel canale. Il tutto condito da una rete di parcheggi lungo gli undici chilometri di costa, affinché i capalbiesi - dice il sindaco - possano godersi il litorale. Ai vacanzieri e intellettuali l'idea piace poco o punto, complice la singolarità del patto: se il piano strutturale c'è e il regolamento edilizio va fatto, qual è il senso di un accordo tra Comune e Provincia, per di più ratificato dal consiglio comunale? Bellumori spiega di averlo stipulato per un eccesso di prudenza, il fronte critico sospetta che abbia voluto coprirsi le spalle. Vittorio Emiliani, ex direttore del Messaggero e già al vertice della Rai, parla da presidente del Comitato per la Bellezza: «E' un percorso nebuloso, per nulla chiaro, con la Regione tagliata fuori. Troppe reticenze, incertezze, forme amministrative insolite». Il timore è che Capalbio, a un'ora e mezzo dalla capitale, diventi la pietanza preferita di costruttori interessati solo a placare la loro fame di mattone. E ad arricchirsi. «Se all'autostrada aggiungiamo gli interventi a mare, si crea l'effetto Ladispoli», chiosa Emiliani. Il sindaco giura che nemmeno un metro cubo in più di cemento è previsto nel territorio di Sacra Spa: «D'altra parte è grazie a questa società - aggiunge - se il territorio si è mantenuto integro». Le rassicurazioni per ora non bastano. L'urbanista Valentino Podestà, residente a Capalbio, ha vergato un documento in cui punto per punto si contestano le intenzioni dell'amministrazione comunale: il mantenimento e la ricostituzione dei casali lungo la litoranea, il porto e l'alaggio sul canale Chiarone, lo spostamento del campeggio e la sua trasformazione in villaggio turistico, il nuovo parcheggio e lo stabilimento balneare a Macchiatonda. Il documento, oltre che dalle associazioni ambientaliste, è stato sottoscritto da Vittorio Emiliani, da Alberto Asor Rosa, dall'ex ministro Gianni Mattioli e da Nicoletta Marietti, oltre che da altri illustri ospiti capalbiesi. Manca la firma di Nicola Caracciolo, di Italia Nostra, in prima fila contro cementificazione, autostrada e nucleare: «Nei 1070 ettari di Sacra nulla è stato costruito dal 1952 a oggi. La guardia va tenuta alta, ma i trascorsi ambientalisti del sindaco e la vocazione della società sono rassicuranti. La perplessità, semmai - conclude Caracciolo - è sul porticciolo al Chiarone: Capalbio è unica anche perché non ci sono i motoscafi che assillano l'Argentario». Furio Colombo, giornalista, saggista e parlamentare, è altrettanto netto, ma di opinione opposta: «Nulla mi trova d'accordo. Il porticciolo diventerà un porto, il villaggio si trasformerà in resort, la grazia di questo luogo svanirà. Seguano piuttosto l'esempio di Santa Barbara, in California, rimasta com'era». Lunedì il sindaco Bellumori cercherà il bandolo della matassa. Per le 18.30 ha convocato gli "intellettuali pensatori", come li definisce non senza ironia, per confrontarsi sul piano di riordino. Nel frattempo ha ricevuto una petizione firmata da 200 ospiti del campeggio che dovrà diventare villaggio turistico, in cui si chiede che tutto resti com'è, e ha incassato il sostegno della Provincia. «Il litorale ha bisogno di una sistemazione, di parcheggi e di un'accessibilità maggiore - mette in chiaro Bellumori - Dobbiamo per forza trattare con i privati. E d'altra parte, io non ho mai visto i pensatori andare al mare sulla spiaggia libera in bicicletta: ci vanno con la macchina e cercano di parcheggiare vicino alla loro cabina». Intanto all'Ultima Spiaggia, il bagno frequentato da ospiti illustri e cuore critico di Capalbio, gli échi della vicenda si stemperano nella calura agostana. A un tiro di schioppo da lì, il campeggio arretrerebbe per trasformarsi in un villaggio turistico di bungalow in legno, il fosso Chiarone diventerebbe un porto in miniatura e un bigo, in estate, cambierebbe la linea dell'orizzonte. Fino a Ferragosto la tregua è assicurata. Da lunedì in poi, dopo che il sindaco avrà spiegato le proprie intenzioni agli "intellettuali pensatori", si vedrà.