ZAGABRIA, 10 SET - Il governo croato ha vietato ogni tipo di edificazione in prossimita' del mare su tutta la costa adriatica volendo cosi' porre fine alle devastazioni che la natura e il paesaggio hanno subito negli ultimi anni dopo la forte ripresa del turismo. Lo riferisce oggi la stampa di Zagabria. Con il decreto legge approvato ieri e' stata proibita la costruzione di abitazioni e case di villeggiatura a meno di 70 metri dalla costa marina, eccetto in zone di carattere urbano. In questo modo si vuole far fronte non solo all'abusivismo, ma anche all'esplosione dell'edilizia dovuta al forte rialzo dei prezzi degli immobili sulla costa croata che pero' non va a pari passi con la pianificazione urbanistica. Dopo la recente candidatura del paese all'Unione europea non e' neanche da sottovalutare il timore che la costa adriatica venga 'svenduta all'estero' poiche' la Croazia dovra' aprire il mercato degli immobili ai cittadini comunitari. "Ci sono moltissimi esempi dove le case vengono costruite praticamente in riva al mare - ha dichiarato il premier Sanader motivando la decisione del governo - anche ammassate una vicina all'altra tanto da bloccare l'accesso al mare". Il decreto e' basato su una legge approvata di recente dal parlamento che definisce tutte le isole e la costa fino a mille metri dal mare aree di particolare interesse nazionale per le quali l'esecutivo ha diritto di stabilire normative di protezione speciale. In base alla stessa legge nella zona costiera protetta e' stata vietata anche l'apertura di nuove cave di pietra. Infatti dopo che in Italia e' stata varata un'analoga norma, in Croazia e' esplosa l'estrazione di pietra destinata al mercato italiano, un'altra attivita' che a lungo termine puo' seriamente danneggiare l'ambiente costiero.