TRENTO La novità riguarderà una ristretta nicchia di lavoratori: quei 50-60 archeologi in Trentino dalla preparazione ben salda ma dal profilo professionale non del tutto chiaro. E che, di volta in volta, si sono visti proporre contratti di natura diversa, da quelli degli studi professionali a quelli individuali di collaborazione, senza, però, tutele e trattamenti sicuri. La richiesta di Cgil, Cisl e Uil del Trentino che hanno presentato ieri un avviso comune è unanime e riguarda l'applicazione agli operatori di questo settore del contratto dell'edilizia, in cui si fa preciso riferimento alle figure del responsabile del recupero archeologico, dell'operatore archeologico, dell'operaio e dell'operaio specializzato in cantiere archeologico. Insomma, la figura dell'archeologo troverebbe finalmente un preciso inquadramento professionale e quindi un trattamento lavorativo ben definito (oltre che un 30 in più in busta paga). «Il contratto dell'edilizia appare più coerente rispetto alle attività lavorative svolte nei cantieri del settore dell'archeologia in quanto è l'unico che oggi disciplina espressamente e organicamente i vari tipi di professionalità impiegata, assicurando un adeguato trattamento dei lavoratori», spiegano Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, firmatari dell'avviso comune. La palla passa ora alla Provincia, a cui verrà chiesto che «nella regolazione degli appalti venga fatto obbligo alle ditte aggiudicatarie di lavori di scavo e di recupero archeologico di applicare il contratto nazionale e territoriale dell'edilizia, di iscrivere i lavoratori alla locale Cassa edile e dimodificare il formulario dell'elenco provinciale dei prezzi relativo alle attività archeologiche per adeguare il costo delle manodopera a quello previsto dal contratto dell'edilizia». Nei mesi scorsi, la Provincia aveva dato il tacito assenso ad accettare questo tipo contratto, qualora richiesto da tutte le parti. Che ora sembrano aver trovato un accordo e aspettano solo il parere di Piazza Dante. Insomma, per gli archeologi sembra essere giunto il momento dell'ambito riconoscimento. Meglio tardi che mai, si potrebbe aggiungere.