L'ipotesi della sovrintendenza VERONA Potrebbe avere più di mille anni lo scheletro ritrovato in una cantina di un condominio in Valdonega. Lo stato delle ossa e la stratificazione del terreno lasciano pensare a un deposito archeologico in piena regola. VERONA Potrebbe avere più di mille anni lo scheletro ritrovato sotto il pavimento di una cantina di un condominio di via Pescetti, in Valdonega. Al momento dall'Istituto di medicina legale del policlinico di borgo Roma, dove sono stati depositati i piccoli frammenti ossei portati alla luce venerdì scorso da un muratore che stava realizzando un pozzetto nello scantinato, non è arrivato nessun risultato. Per stabilire un'ipotetica «età» di quello scheletro, serve analizzare le ossa lunghe, come i femori, che consentono una datazione precisa. Ma quelle ossa sono ancora sottoterra, in quella cantina che è stata posta sotto sequestro dalla polizia scientifica intervenuta sul posto per i primi rilievi. Ieri mattina, insieme agli uomini della squadra mobile, in via Pescetti si sono presentati anche un medico dell'Istituto di medicina legale e i tecnici del nucleo operativo della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto. L'occhio esperto dei tecnici escluderebbe, al momento, scenari da «giallo dell'estate». Lo stato delle ossa e la stratificazione del terreno circostante lasciano pensare con ogni probabilità a un deposito archeologico in piena regola. «Non s e mbracerto uno scheletro "giovane" - ha spiegato la dottoressa Brunella Bruno, funzionario archeologo della Soprintendenza -. Le ossa sono interrate e si intravedono dal buco scavato dal muratore. Nei prossimi giorni abbiamo già disposto un'indagine stratigrafica che sarà s vol t a da un archeologo » . Scalpello e pennello per un'operazione di routine, in casi come questo. I reperti saranno poi trasportati all'Istituto di medicina legale dove verranno analizzati per risalire al loro periodo storico preciso. «Al momento non c'è nulla di certo e le indagini della polizia accompagneranno le nostre - ha continuato Bruno -. Ma da una prima impressione visiva crediamo di poter ritenere che il reperto possa avere una natura archeologica». Nessun cadavere «fresco», nessuna i potesi di ef f erati omicidi da portare alla luce. «Sono pronta a ricredermi all'istante nel caso in cui gli esami dei prossimi giorni dovessero contraddire le nostre prime impressioni - ha precisato l'esperta -, ma abbiamo anche altri elementi che rafforzano la nostra ipotesi». Quegli « elementi » che, in linea d'aria, distano poco più di 100 metri da quella cantina di via Pescetti. «In via Monte Suello, sempre in Valdonega, sono state rinvenute tempo fa tre tombe dell'età longobarda (VI e VII secolo), ultimi resti di una necropoli» ha detto Bruno. E non è escluso che lo scheletro della cantina possa far parte di un «ramo» di quella necropoli. «E' ancora troppo presto per fare qualsiasi ipotesi - ha tagliato corto la dottoressa -. Ma quella zona, nonostante sia esclusa da qualsiasi vincolo di tutela, costituisce un sito piuttosto interessante. Inoltre la necropoli longobarda era allo stesso livello della cantina dove è stata fatta la scoperta dei giorni scorsi». Intanto, tra i residenti del condominio «misterioso», si prova a indovinare l'età dello scheletro. «Quando è stato costruito, negli anni Cinquanta, qui c'erano solo campi - ha raccontato un signore -. Forse era un soldato ammazzato dai tedeschi e sepolto in collina». Il proprietario, che vuole mantere l'anonimato, non ha rilasciato dichiarazioni. «Io mi sono limitato a fare il mio dovere, avvertendo subito le istituzioni» ha spiegato.