Le statue poste all'ingresso principale della Basilica di San Lorenzo Maggiore raffiguranti san Francesco d'Assisi e sant'Antonio da Padova sono opere d'arte realizzate nel XVIII secolo. La facciata ospita le due state dei santi a cornice del portale gotico opera della collaborazione tra artisti locali e maestri toscani; sostenuti dagli antichi cardini sono ancora presenti gli originali battenti lignei trecenteschi. Il sagrato della chiesa purtroppo è spesso scelto quale campo di calcetto improvvisato da ragazzini del luogo che non esitano tra l'altro a tirare in una porta immaginaria con una energia tale capace di decollare la testa di una preziosa statua. Il precedente di san gaetano «Anche la statua di San Gaetano, che si trova poco distante, durante il periodo natalizio perse per lo stesso motivo uno dei quattro putti oggi restaurato che coronano il basamento. La testa del bambino Gesù parte integrante della scultura posta all'esterno della Basilica francescana dopo l'incresioso avvenimento è ritornata nuovamente nei locali della soprintendenza. Le attende un restauro; un procedimento che si spera a breve riporterà il capo del bambino sul corpo acefalo accanto al Santo di Padova». Spazio ricreativo protetto «Per il momento è soltanto un'idea tiene a precisare Ilaria Monti, consulente addetta all'immagine e comunicazione del Complesso Monumentale San Lorenzo Maggiore ma nelle ipotesi dell'ente gestito dalla comunità francescana nell'ambito del più ampio progetto di riqualificazione del quartiere, si sta pensando di ricavare uno spazio adatto per accogliere i bambini e permettere loro di giocare in tutta sicurezza. Del resto, il concetto di «bene culturale» si è evoluto prestando maggiore attenzione all'aspetto della fruizione e al senso di appartenenza che lo lega alla comunità». NAPOLI Un tiro sferrato con forza su un campo di calcetto improvvisato come tanti in un quartiere dove mancano del tutto strutture ludico-ricreative per bambini un tonfo secco e giù sul selciato rotola la testa del povero bambino Gesù sradicata violentemente dal resto del corpo. Accade sul sagrato della basilica trecentesca di San Lorenzo Maggiore.