Dalle sale dei musei, che sono in «grave carenza di organico», alle scrivanie. Con il rischio di chiudere sale o non garantire un servizio adeguato. Dopo anni di attesa, quei 27 neoassunti dalla direzione regionale dei Beni culturali all'inizio dell'anno erano stati visti come un toccasana. Tolti i tre indirizzati a Verona e Padova, i 24 nuovi «Ava» (assistente alla vigilanza e accoglienza) avrebbero fatto tirare un po' il fiato ai dipendenti dei musei statali veneziani, da tempo in difficoltà tanto da dover ricorrere ad una cooperativa esterna per poter tappare i buchi. Tanto più che il nuovo concorso era stato particolarmente selettivo: due scritti e un'orale anche su temi di storia dell'arte, per portare nei musei non più solo dei «guardasala», ma addetti in grado di accompagnare i visitatori tra le opere o fare da Cicerone per le scolaresche. E invece - denuncia la Cgil - metà di loro sono finiti negli uffici periferici del ministero retto da Sandro Bondi a svolgere una funzione, di fatto, di portinai oppure a smaltire pratiche. «Una scelta inaccettabile», tuona Nicola Lombardi, segretario provinciale della Cgil-Fp, ricordando che «Venezia riveste un'importanza internazionale, perché c'è un'alta concentrazione di musei e gallerie in cui i lavoratori non sempre sono messi in condizione di garantire l'offerta culturale». Grandi Gallerie Il cantiere alle Gallerie dell'Accademia: secondo la Cgil, quando apriranno nel 2011 aggraveranno la già difficile situazione del personale Dei 24 neoassunti infatti solamente 12 sono stati indirizzati al polo museale, che comprende le Gallerie dell'Accademia (5 assunti), la Galleria Franchetti alla Ca' d'Oro e il Museo Archeologico (3 a testa), il Museo Orientale (1), Palazzo Grimani ( rimasto all'asciutto). Tra gli altri, 5 sono finiti alla Soprintendenza ai beni architettonici («ma solo due a Villa Pisani, che peraltro non aveva particolari problemi», spiega un'addetta che conosce bene la situazione), 3 alla sede regionale diretta da Ugo Soragni. «A Firenze, con una scelta lungimirante, tutti e 40 i nuovi addetti sono stati messi agli Uffizi - continua Lombardi - qui a Venezia se ne fa invece un uso improprio: se servivano nuovi amministrativi si sarebbe dovuto fare un altro concorso». Già in sede di trattativa sindacale lo scorso 14 maggio Cgil e Cisl-Fps avevano protestato, ma la risposta era stata che gli addetti non fossero fuori ruolo. «Una risposta che non ci convince», continua la Cgil. Qualche problema in più lo porterà l'idea di Vittorio Sgarbi di programmare un'apertura più ampia di Palazzo Grimani da fine mese. «Per non parlare dell'anno prossimo, quando apriranno le Grandi Gallerie - conclude Lombardi - chiediamo al ministero un intervento urgente per evitare un aggravamento delle criticità operative dei musei e il peggioramento delle condizioni di lavoro del personale».