LA POSIZIONE DEL COMUNE. Il vicesindaco Giacino commenta la nostra inchiesta su edifici e strutture fatiscenti Giacino: «I privati hanno avuto le occasioni per trasformarle in altri tipi di attività. Infatti tutti i piani di recupero presentati sono stati approvati» «Nelle proprietà private il Comune può soltanto fare come al Tiberghien, cioè ordinare ai proprietari di pulire il sito e garantire la sicurezza». Il vicesindaco Giacino, cui in assenza per ferie di Flavio Tosi, tocca il compito di reggere le sorti del Comune, sfoglia le pagine del nostro giornale che denunciano situazioni di grave degrado in varie zone della città. «Grazie al decreto Maroni che autorizza i sindaci ad intervenire in presenza di situazioni di allarme ambientale, sanitario e sociale», continua Giacino, «stiamo monitorando le zone più a rischio. Per quanto riguarda il distributore abbandonato di via Torbido, ad esempio, verificheremo se ci sono depositi di carburante abbandonato, per il resto ben vengano le segnalazioni. Sul fronte delle riqualificazioni urbane, basti pensare alle ex caserme Passalacqua e Santa Marta, alle ex Cartiere in Basso Acquar, all'area Prusst di Borgo Roma, all'ex albergo Lux a Porta Palio, ai contratti di quartiere di Borgo Nuovo, la nostra amministrazione è molto attiva». Giacino cita anche i piani di recupero approvati che riguardano gli edifici degli ex cinema Marconi e Astra ed elenca una serie di Piru in via Torbido, a Quinto, in via San Marco, in via Porto Tolle e in via Albere. Il vicesindaco assicura che il Comune sarà inflessibile nel far rispettare le regole sulla sicurezza. «Molte ex aree industriali abbandonate», osserva, «sono figlie di un piano regolatore vecchio di mezzo secolo, ma con il bando messo a punto per il piano degli interventi chiunque fosse proprietario di aree o fabbricati dismessi ha avuto l'occasione di trasformarla in altri tipi di attività». E sottolinea: «Questa opportunità molti l'hanno sfruttata, altri no. Ad ogni modo non ci saranno più scuse per mantenere nel degrado certe zone, e nessuno potrà nascondersi dietro al fatto che non c'era la possibilità di intervenire». A tale riguardo il vicesindaco e assessore all'urbanistica sottolinea che «tutti i piani di recupero presentati sono stati approvati». Ieri a Palazzo Barbieri è stata pubblicata l'ordinanza sull'ex area industriale Tiberghien, a San Michele, dove nelle ultime settimane è scoppiato l'allarme sicurezza. Il rischio è che i vecchi fabbricati diventino ricettacolo di spaccio di droga e di microcriminalità, com'era successo alle ex Cartiere. «Malgrado fossero in possesso di un'autorizzazione regionale», esclama Giacino, «in ambito di Piano d'area Quadrante Europa, dopo quattro anni le società proprietarie non hanno presentato alcun piano di recupero». Da Palazzo Barbieri è già partita una raccomandata di convocazione per il 27 agosto. «So delle grosse difficoltà finanziarie di una delle società proprietarie ma ciò non esime da un impegno per la riqualificazione. Le amministrazioni pubbliche hanno fatto tutto ciò che potevano, ora tocca a loro». Giacino porta ad esempio il progetto di riqualificazione dell'ex caserma Passalacqua. «Grazie a questo intervento il quartiere di Veronetta, per anni considerato fra i più problematici, diventerà il più bello e ambito della città. Il progetto da 45 milioni di euro», continua il vicesindaco, «partirà con la realizzazione di un parco urbano, il più grande di questo genere in Veneto, che sarà realizzato, in accordo con la Soprintendenza, dalla società internazionale «West 8» che ha curato progetti analoghi in grandi città come Toronto, Madrid, New York, Rotterdam e Maastricht». I lavori, assicurano in municipio, partiranno l'anno prossimo. «Comprenderanno», informa Giacino, «anche le Mura magistrali, con una progettazione firmata da Cesare Feiffer, docente all'università di Roma 3».E.S.
VERONA - Ormai non ci sono più scuse per lasciare aree al degrado
Il vicesindaco Giacino ha commentato la situazione di degrado di edifici e strutture fatiscenti nella città. Ha affermato che i privati hanno avuto l'opportunità di trasformarle in altre attività, ma molti non l'hanno fatto. Il Comune può solo ordinare ai proprietari di pulire il sito e garantire la sicurezza. Il vicesindaco ha menzionato alcuni piani di recupero approvati, come quelli per gli ex cinema Marconi e Astra, e ha assicurato che il Comune sarà inflessibile nel far rispettare le regole sulla sicurezza.
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