Festival italiani a rischio, ma sponsor e pubblico li salvano. I finanziamenti pubblici diminuiscono ma i festival in Italia (un'ottantina hanno budget tra i 100 e i 300 mila euro) continuano a moltiplicarsi e a stare miracolosamente bene. A premiarli sono gli interventi dei privati, soprattutto le fondazioni bancarie e il pubblico, che fa aumentare la vendita dei biglietti. Gli sponsor li scelgono perché meno costosi di settori quali lo sport e perché sempre più connotati, con un pubblico fidelizzato e ben profilato. Lo dichiara a ItaliaOggi Andrea Romeo, fondatore di The culture business, società bolognese specializzata in consulenze e servizi integrati per manifestazioni cinematografiche. «Il trend negativo del finanziamento pubblico ha portato a una diminuzione drastica delle manifestazioni culturali», riferisce Romeo. «Vengono tagliate sovvenzioni ministeriali e da parte di enti locali, tradizionalmente determinanti per la realizzazione dei festival. Nascono timori ma anche reazioni costruttive». Tanti festival si sono aperti al mercato e ai contributi privati, dotandosi degli strumenti necessari per sedurre per gli sponsor. «I festival hanno migliorato le campagne di comunicazione», riferisce l'imprenditore di Tcb, che ha raddoppiate in due anni il proprio giro d'affari, superando i 500 mila euro con un totale di oltre 300 mila euro nell'attività di fund raising per i festival, 125 mila euro in interventi di fornitura di servizi integrati e generando per i suoi fornitori un fatturato complessivo di oltre 160 mila euro. «Le manifestazioni migliorano comunicazione commerciale e direct marketing, allontanandosi da un modello artigianale e volontaristico nella gestione dei festival». Condizioni che fanno aumentare la risposta degli sponsor, mentre si espande il successo presso il pubblico. «I festival valicano i confini del fenomeno di nicchia o per addetti ai lavori», continua Romeo, «e il pubblico vive le manifestazioni come momento di incontro, informazione, intrattenimento ed è disposto a pagare un biglietto, quota non irrilevante delle entrate in bilancio». I festival più gettonati sono quelli tematici, molto connotati dal punto di vista dei contenuti. «A conferma della vitalità del settore, continuano a nascere nuove manifestazioni, rivolgendosi a target nuovi, per età, collocazione territoriale, orientamento culturale», sottolinea il manager di Tcb, «mentre i partner entrano in progetti in corso di formazione, potendone influenzare le linee di sviluppo». Le aziende si aprono, sempre a giudizio di Romeo, all'universo culturale e cinematografico anche per la crisi economica e la riduzione dei budget per la promozione. Le manifestazioni cinematografiche fidelizzano così il pubblico e consentono possibilità di contatto con target ben individuati e profilati.