L'ultimo "Giornale dell'Arte" reca un supplemento sul paesaggio con un impegnato scritto di Vittorio Sgarbi neo-soprintendente al Polo Museale veneziano (la stessa Soprintendenza che ventiquattro anni fa gli procurava tali allergie da renderlo malato e assente cronico). In esso magnifica un grande fotografo del passato: Renato Buzzoni. Poiché conosco vari Buzzoni a Ferrara, fra i quali Andrea, direttore di quelle civiche raccolte, provo a vedere se ci sia un Renato fotografo. Niente. Eppure Sgarbi lo cita di continuo, ospita una sua mostra a Salemi dove è sindaco. I troppi incarichi fanno brutti scherzi. Anche a Milano, assessore alla Cultura con Mestizia Moratti, curò nel 2007 una mostra sul "Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo e, nella prefazione al catalogo, citò i "Dieci giorni che sconvolsero il mondo" "un film di John Reed"... Mai stato regista e autore invece nel 1920 del libro omonimo dal quale nel 1981 Warren Beatty trasse il film "Reds" Alla fine, chi è quel Buzzoni che Sgarbi cita di continuo? Nient'altro che l'architetto milanese Renato Bazzoni (con la "a") che prima animò "Italia Nostra" e poi fondò il FAI con Giulia Maria Crespi. Uomo di grande qualità e rettitudine. Si consoli Sgarbi: nel romanzo vincitore dello Strega "Canale Mussolini" a pag. 275 Antonio Pennacchi scrive: "Francesco Crispi la Sinistra rimedia quella scoppola di Adua da Menelik II". Ora, la Sinistra ha tante colpe, ma quella proprio no. Nel 1896, quando si caccia nell'avventura coloniale, "Ciccio" Crispi è, da anni e anni, uomo della destra più autoritaria ed ha quali avversari, guarda caso, i socialisti, in primo luogo Andrea Costa ("Né un uomo né un soldo per le guerre coloniali!"). Possibile che non ci siano più editor né correttori?
Sgarbi e Buzzoni
Il "Giornale dell'Arte" ha un supplemento sul paesaggio con un articolo di Vittorio Sgarbi che magnifica un grande fotografo del passato, Renato Buzzoni. Tuttavia, Sgarbi non sembra conoscerlo bene, poiché non riesce a trovare informazioni sulla sua identità. Sgarbi lo cita di continuo, ma non sembra aver capito che si tratta di un'errore. In realtà, il nome "Renato Buzzoni" è un errore e si riferisce a Renato Bazzoni, un architetto milanese. Sgarbi ha commesso un errore, ma non sembra aver capito l'errore.
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