Uno slogan di sapore goliardico, «Visitalo. O pentiti», stampato sopra centinaia di manifesti, battezza la campagna d'autunno del Museo Diocesano, che dopo tre mesi di chiusura per lavori riaprirà venerdì (alle 17, presenti il cardinale Tettamanzi e il sindaco Albertini) arricchito con nuove opere, nuovi spazi, nuovi allestimenti. Immaginalo già negli anni trenta dal cardinale Schuster, inaugurato nel 2001 dal cardinale Martini, il Diocesano, uno scrigno dove la chiesa ambrosiana custodisce, restaura ed espone opere che per motivi di conservazione o sicurezza non posso restare presso chiese e conventi, ha sede nel chiostro di Sant'Eustorgio e conta circa 500 dipinti, sculture e oggetti liturgici. Diretto, con intelligenza e passione, da Paolo Biscottini, è uno dei più dinamici musei milanesi. Un'effervescenza scientifica, espositiva e didattica apprezzata dal pubblico: già 50 mila i visitatori quest'anno, il doppio rispetto al 2003. Ma ecco tutte le novità. Le sculture. Si tratta di una ventina di preziose sculture di legno e terracotta, medievali e rinascimentali, di soggetto sacro, donate trent'anni fa da Caterina Marcenaro (1906-1976), direttrice dell'Ufficio Belle Arti del Comune di Genova, alla Cariplo e custodite nei caveau della banca. Affidate in comodato gratuito al Diocesano, sono esposte in una nuova sala. Poco note anche agli specialisti, inedite per il grande pubblico. L'allestimento è dell'architetto Piva. Altri arrivi: tre tondi in marmo, del XV-XVI secolo, dalla Banca Regionale Europea. I reliquiari. Il più importante, un capolavoro assoluto, è la capsella di San Nazaro. Capsella da capsula, ossia contenitore. San Nazaro era la chiesa in cui si trovava in origine. È una scatola d'argento del IV secolo, commissionata da Sant 'Ambrogio per custodire le reliquie degli Apostoli. Arriva dal Tesoro del Duomo. Vengono invece dalla Certosa di Garegnano altri due splendidi reliquari quattrocenteschi, in legno dipinto e oro. I dipinti. Il più importante è l'Annunciazione di Simone Peterzano, primo maestro del Caravaggio: restaurata da BancaIntesa, è in deposito dal seminario di Venegono. Da Varese, chiesa di San Vittore, arrivano tre tele settecentesche di Pietro Antonio Magatti. L'oreficeria. Tra le nuove acquisizioni, anche diverse oreficerie liturgjche, come l'ostensorio neogotico già conservato a San Bernardino alle Ossa. Il restauro. Smontata pezzo per pezzo, pulita e restaurata, torna al museo l'Ancona della Passione, un'opera straordinaria, per rarità e bellezza, realizzata nel '500 in una bottega di Anversa e approdata, per chissà quali vie, alla chiesa di Annone Brianza Il Caravaggio. Nell'ambito del ciclo "Un capolavoro per Milano", il Diocesano ha ottenuto in prestito dalla National Gallery di Dublino una superba tela di Caravaggio, La cattura di Cristo, che sarà in mostra dal 16 ottobre al 9 gennaio. Il convegno. L'11 ottobre al museo si svolgerà una giornata internazionale di studi dedicata ai fondi oro, di cui il Diocesano possiede una collezione unica, quella donata da Alberto Crespi. La mostra.Un reportage nei diversi paesi del mondo alla ricerca delle comuni radici spirituali. Anima mundi è il titolo della mostra fotografica di Giuseppe Ripa che sarà allestita dal 18 settembre al 12 dicembre. La didattica. Il corridoio al piano terreno del museo, ingresso dei visitatori, è stato riallestito con pannelli e una sezione multimediale che raccontano la storia della diocesi di Milano e il significato del rito ambrosiano. Concerti e incontri. Il ricco programma di eventi collaterali comprende, tra l'altro, un concerto della Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Lorin Maazel (il 2 dicembre a Sant'Eustorgio) e un interessante ciclo di conferenze, "Grandi opere d'arte per grandi personaggi": Natalia Aspesi parlerà della Dama del Pollaiuolo (il 9 novembre), Mario Botta della Scuola di Atene di Raffaello (16 novembre), Silvia Vegetti Finzi della Pietà Rondanini di Michelangelo (23 novembre), Philippe Daverio del Furto sacrilego di Magnasco (30 novembre).