Condotte fognarie, tubi del gas, fibre ottiche, teleriscaldamento condutture idriche ed elettriche: un reticolo di impianti e di linee che rende sempre più difficile da una parte il lavoro di archeologi e ricercatori e dall'altra lo sfruttamento turistico dei ritrovamenti che ogni cantiere - anche quelli in corso - restituisce. Che possono essere una sezione di lastricato forse .romano come quello emerso in questi giorni in contrà San Faustino o la stratigrafia di riempimento in corso Fogazzaro. Come renderli in qualche modo visitabili quando, posti i sottoservizi, i lavori saranno terminati e vederli ancora sarà impossibile? il suggerimento arriva da una chiacchierata con gli stessi archeologi: basterebbe una cartellonistica ad hoc, corredata di foto. Semplice e di poco costo. Concorda con prudenza anche Enrico Hullweck, capo della segreteria particolare del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi: «Ovviamente va commisurato al valore del reperto, se si tratta di un pezzo di muro o invece di qualcosa di importante come quello trovato sotto la biblioteca Bertoliana. Certo il centro della città regala rinvenimenti importanti, io stesso ho portato qualche mese fa una commissione ministeriale in un cantiere di contrà Porti dove i lavori erano fermi da anni per alcune scoperte fatte. E' necessario il dialogo fra tutte le componenti ed una diversa mentalità per sfruttare sotto l'aspetto commerciale il marchio Vicenza. Io da sindaco ad esempio avevo pensato ad un manager. Saper vendere quello che si ha».