Per ora per la nomina di Vittorio Sgarbi a soprintendente al Polo Museale di Venezia la Corte dei conti ha chiesto al ministero dei Beni e le attività culturali di chiarire, entro un mese, una serie di rilievi. Si tratta dell'ennesimo stop all'ex sottosegretario, che con i giudici contabili di viale Mazzini vanta una lunga serie di scambi epistolari. La nomina, scrive il magistrato contabile Vittorio Giuseppone, incaricato del controllo degli atti del dicastero, è avvenuta nei confronti del «funzionario in aspettativa» Sgarbi che non riveste qualifica dirigenziale, quando «risulta che codesta amministrazione, ritenendo di possedere personale dirigenziale munito della preparazione necessaria per l'espletamento dell'incarico, provvide tempestivamente ad avviare la procedura prevista per l'attribuzione dell'incarico mediante interpello indirizzato ai dirigenti di ruolo». Certo la legge prevede che la qualifica di dirigente possa essere ugualmente attribuita «a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale non rinvenibile nei ruoli dell'amministrazione», nota la magistratura contabile. Ma questo non sembrava il caso del Mibac, che aveva già avviato le procedure per trovare un dirigente al suo interno (si tratta di Mario Lolli Ghetti) e accertato la disponibilità di due dirigenti ritenuti dal direttore generale in possesso» di un ricco curriculum» (Fabrizio Magani e Isabella Ballerini Lapi). Il che costituirebbe un vincolo per l'amministrazione, «salvo il ricorrere di validi motivi non palesati». Per cui «non appare comprensibile» scrive il magistrato» l'operato della amministrazione che, discostandosi dalla procedure seguita e dai risultati conseguiti si risolse ad attribuire l'incarico ai sensi dell'articolo 19 comma 6. Così com'è, conclude la Corte, «il provvedimento appare privo del presupposto indispensabile della legge per attribuire l'incarico a personale non dirigente dei ruoli dell'amministrazione». Se il ministero non dovesse rispondere entro 30 giorni il provvedimento sarà deferito alla sezione del controllo. Chiede poi al Mibac di chiarire se «l'incarico sia conciliabile con l'attuale carica del comune di Salemi». Da via del Collegio Romano arriverà la risposta, prima del termine fissato, sottolineando come rilievi di questo tipo rientrino di fatto nella «normalità del dialogo tra l'amministrazione e la Corte dei conti». E gli uffici confidano di poter rispondere in modo esauriente ad ogni rilievo sollevato dalla magistratura contabile.