LE CONTESTAZIONI. La Corte dei conti ha rispedito al Ministero dei Beni culturali il provvedimento di nomina di Vittorio Sgarbi a Soprintendente del Polo museale veneziano, effettuata poco più di un mese fa. Per i magistrati contabili la nomina avrebbe seguito una procedura non comprensibile. La Corte chiede anche una spiegazione sulla compatibilità dell'incarico con la carica di sindaco di Salemi. LE REAZIONI. Il sindaco Giorgio Orsoni ha fatto sapere di non voler commentare la notizia. In sua vece, il vicesindaco Sandro Simionato si è limitato a dire che le osservazioni della Corte sono «legittime e opportune». L'assessore Pierfrancesco Ghetti: «Un globetrotter della cultura». Il sindaco Orsoni preferisce non commentare. La Corte dei conti ha messo in forse la nomina di Vittorio Sgarbi a Soprintendente del Polo museale di Venezia. I magistrati contabili, che controllano in via preventiva la legittimità degli atti del Governo, hanno rispedito il provvedimento al Ministero, chiedendo una serie di delucidazioni. In particolare, sul fatto che Sgarbi, pur essendo una persona indiscutibilmente nota, non avrebbe mai ricoperto funzioni dirigenziali, ma è rimasto un funzionario in aspettativa. In pratica, la Corte bacchetta il Ministero ricordando come non sia possibile ricorrere all'assunzione di dirigenti al di fuori di quelli esistenti, a parte persone di particolare e comprovata qualificazione professionale non rinvenibile nei ruoli dell'amministrazione. I giudici hanno rilevato che almeno due dirigenti avevano un curriculum adeguato. Altro rilievo, la compatibilità con la figura di sindaco di Salemi, cittadina siciliana alla cui testa si trova da un paio d'anni. Il sindaco, Giorgio Orsoni, in vacanza ha preferito su questa vicenda di tenere un profilo basso e non commentare più. Lo aveva fatto alla notizia della nomina: «Al di là di ogni considerazione sul merito e le competenze di Vittorio Sgarbi, credo che Venezia - aveva detto - accetterà con difficoltà quello che sarebbe visto come un altro commissariamento del Governo su questioni che riguardano la città». In sua assenza, a tenere le redini del Comune c'è il vicesindaco Sandro Simionato. «Che dire? o sentito della questione sollevata dalla Corte e dell'intenzione del ministero di replicare - commenta Simionato - attendiamo le decisioni . Mi pare, comunque, che le osservazioni siano legittime e opportune così come qualche contraddizione si possa ravvisare. Il ministero risponderà puntualmente: vedremo». Un altro che aveva criticato questa designazione è l'ex rettore di Ca' Foscari e attuale assessore al Piano strategico, Pierfrancesco Ghetti. «Nessuno - commenta - è esentato dal rispettare le regole dello sviluppo delle carriere personali, soprattutto nel settore pubblico. Per quanto mi riguarda, apprezzo poco quelli che fanno i globetrotters della cultura. Preferisco persone sode e sobrie. Per un incarico come quello - conclude - occorrono non solo fantasia ma anche capacità organizzativa e conoscenza delle realtà locali».