Il caso Sgarbi non è chiuso. La Corte dei Conti contesta infatti la nomina del critico alla guida del polo museale veneziano, accogliendo le osservazioni dei contrari alla nomina, in primis la Uil, e concedendo al ministro Bondi 30 giorni di tempo per le controdeduzioni, pena il deferimento del decreto alla Sezione del controllo. Il neo Soprintendente replica che le contestazioni sono vecchie, che il Ministero ha già risposto, e inoltre annuncia nuove, eclatanti novità per i musei a lui affidati: in primis la riapertura stabile di Palazzo Grimani, e l'esposizione al suo interno, in autunno, della Tempesta del Giorgione. Ma andiamo con ordine, a partire dalla nota della magistratura contabile. La Corte, oltre a chiedere di precisare se l'incarico attribuito a Sgarbi sia compatibile con quello di sindaco della cittadina di Salemi, ricorda che il critico al momento della nomina era un funzionario in aspettativa del ministero ma non aveva qualifiche dirigenziali. Certo la legge prevede che la qualifica possa essere ugualmente attribuita «a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale non rinvenibile nei ruoli dell'Amministrazione», nota la Corte, ma questo non sembra il caso in questione, visto che il Mibac aveva già accertato la disponibilità di due dirigenti (il reggente Fabrizio Magani e Isabella Lapi, dell'Opificio Pietre Dure di Firenze) in possesso «di un ricco curriculum», adeguato per il posto di soprintendente a Venezia. Questo costituisce un vincolo per l'amministrazione, «salvo il ricorrere di validi motivi non palesati», per cui il suo operato «non appare comprensibile» e la decisione sembra priva «del presupposto indispensabile». La Uil, a sua volta, aggiunge che la nomina è illegittima anche perché il critico presentò domanda fuori tempo massimo. Dal Ministero rispondono che rilievi di questo tipo rientrano nella «normalità del dialogo tra l'amministrazione e la Corte dei Conti» e annunciano una risposta esauriente nei termini. Ma ci pensa il diretto interessato a replicare alle contestazioni: «Prima di tutto per la carica di sindaco non c'è incompatibilità - dice Sgarbi - perchè Salemi coi suoi 13mila abitanti è sotto il limite previsto, di 20mila, e mi stupisce che la Uil e il suo capo Cerasoli che vive solo per cercarmi grane (salvo poi farmi i complimenti per la campagna contro la casa dello studente a San Giobbe) non lo sappia». La nota della Corte, aggiunge poi il critico, «è vecchia di un mese e la risposta del ministero è già stata inviata. Io sono stato chiamato a Venezia perché in possesso di particolari requisiti, che gli altri due candidati non avevano: a parte la notorietà, con le mie pubblicazioni si potrebbe costruire una nuova Ca' d'Oro. Bondi mi aveva annunciato la nomina già a novembre, poi c'è stata evidentemente una mancata comunicazione coi suoi dirigenti: ma alla fine il ministro ha fatto prevalere le sue prerogative. Gli altri candidati saranno magari bravissimi, ma ci voleva uno con la mia volontà e il mio carattere per sbloccare la situazione veneziana: ho rimosso la graticola del Mantegna alla Ca' d'Oro, sto per riaprire al pubblico per 11 ore al giorno Palazzo Grimani (che finora poteva essere visitato solo su prenotazione, e aveva due o tre visitatori al giorno), portandovi la Tempesta del Giorgione, un'opera unica, un'opera evento, da ammirare come fu per la Dama con l'ermellino al Quirinale. Questo fino a metà ottobre, poi cambio quadro. Sto inoltre ridando la sua centralità al Museo archeologico, ora ridotto a un'appendice del Correr, aprendolo su Piazzetta San Marco. Inoltre il rapporto di fiducia col ministro Bondi è tale che il 28 agosto sarò io a rappresentarlo alla inaugurazione della Biennale di Architettura».