La Corte dei Conti chiede chiarimenti a Bondi sulla nomina di Vittorio Sgarbi alla soprintendenza del Polo museale di Venezia. E Sgarbi replica, una volta tanto senza sfuriate ma freddissimo: «E la singolarità della mia persona, l'attività straordinaria che compio ad aver spinto il ministro alla nomina. Se non fossi colui che sono, non saremmo qui a parlare di me...». Veniamo ai fatti. Il magistrato della Corte dei Conti Vittorio Giuseppone, incaricato del controllo sugli atti del ministero per i Beni Culturali, ha chiesto al dicastero di Bondi chiarimenti sulla recente nomina di Sgarbi a Venezia. Quando la soprintendenza rimase senza titolare dal primo aprile (Caterina Bon Valsassina venne nominata direttore regionale per la Lombardia) il ministero interpellò i dirigenti interessati attraverso gli uffici del direttore generale Mario Lolli Ghetti. Ci fu la disponibilità di due dirigenti interni al ministero e di uno esterno. Il primo era Fabrizio Magani, 49 anni, soprintendente titolare di Verona, Rovigo e Vicenza e nominato soprintendente ad interim proprio del Polo museale di Venezia, considerato il candidato naturale. Poi Isabella Ballerini Lapi, soprintendente all'opificio delle Pietre dure di Firenze, e Maria Elisa Avagnina, direttore dei Musei Civici di Vicenza. Tutti candidati, secondo il giudizio espresso da Lolli Ghetti, con «ricco curriculum e riconosciuta esperienza». Il termine di presentazione delle domande scadeva il 6 maggio e quella di Sgarbi non venne presentata. Proprio Lolli Ghetti si premurò di avvertire per iscritto in una nota a Bondi che sarebbe stato possibile presentarla ma solo «a seguito di una eventuale riapertura dei termini, a fronte di domande già pervenute poiché in caso contrario potrebbe dar adito a contenziosi di problematica soluzione». Una specie di avvertimento di ciò che poi è realmente accaduto: una contestazione formale della magistratura contabile. Invece il 22 maggio Bondi comunicò la sua decisione di nominare Sgarbi. Ora secondo la Corte dei Conti «non appare comprensibile l'operato del ministero che, discostandosi dalla procedura seguita e dai risultati conseguiti, ha attribuito l'incarico a Sgarbi. ll provvedimento appare privo del presupposto indispensabile dettato dalla legge per attribuire l'incarico a personale non dirigente dei ruoli dell'amministrazione». Poi la Corte chiede se ci sia incompatibilità con la condizione di sindaco di Salemi e sulle sue aspettative come dipendente del ministero. Il provvedimento potrebbe essere trasmesso alla sezione di controllo. E di qui intraprendere un itinerario, che, in via del tutto ipotetica per ora, potrebbe portare alla sospensione del provvedimento e quindi della nomina. Che si aggiungerebbe a un altro guaio: nel 1996 Sgarbi venne condannato a 6 mesi e dieci giorni di reclusione per assenteismo e per falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi (la richiesta di aspettativa per motivi di salute) come dipendente dell'amministrazione statale tra il 1989 e il 1990. Quando venne nominato alla soprintendenza di Venezia, venne sospeso per dieci giorni in ottemperanza della sentenza. Soddisfatto Gianfranco Cerasoli, segretario della Uil Beni Culturali: «Una doccia fredda per Bondi, Io avevamo detto». Dagli uffici del ministro una rapida nota ufficiale: «Rilievi come questi rientrano nella normalità del dialogo tra l'amministrazione e la Corte dei Conti. Gli uffici confidano di poter rispondere in modo esauriente a ogni rilievo sollevato». Più esauriente Sgarbi: «Sono stato nominato perché sono una figura emblematica, e proprio per questo, secondo Bondi, necessaria alla straordinaria situazione di Venezia. La data di presentazione della domanda? Bondi aveva già deciso a gennaio, non lo aveva comunicato agli uffici che hanno avviato la pratica del bando. Io sindaco di Salemi? Non c'è incompatibilità con i comuni al di sotto dei ventimila abitanti». Sgarbi accantona con fastidio questa novità «burocratica» e annuncia le sue decisioni da soprintendente: «Il 28 agosto riapro il museo di palazzo Grimani, ora visitabile solo su appuntamento, esponendo La Tempesta di Giorgione. Riapro anche il museo Archeologico, incomprensibilmente confluito nel Correr. E sarò io a rappresentare il ministro all'inaugurazione della Biennale Architettura». Che Venezia si prepari, saranno giorni di fuoco. Anche perché parla il responsabile già nominato del futuro Padiglione nazionale italiano alla prossima Biennale di arti visive, quella che aprirà nel 2011.