TORRI. L'attuale interpretazione della legge regionale da parte del Comune provoca un effetto contrario alle attese I residenti lo sfruttano poco ma per le grandi ville è preziosa la possibilità di ampliamento Il tecnico: «Norma da valutare» Il piano casa regionale per Torri è stato poco o nulla sfruttato dai residenti mentre potrebbe creare seri problemi speculativi grazie alle richieste di ampliamento di ville e grandi fabbricati anche sul versante lago. È ciò che si ricava analizzando i dati forniti dagli uffici comunali sulle richieste arrivate da parte dei privati, e facendo un primo bilancio su chi e quanti siano intenzionati a portare avanti ampliamenti per le loro dimore. A ottobre il cosiddetto «piano casa» (legge 14 del 8 luglio 2009 «Intervento regionale del settore edilizio e per favorire l'utilizzo dell'edilizia sostenibile») era stato presentato, anche a livello nazionale, come uno strumento «utile e indispensabile per il rilancio del settore edilizio». Ma almeno per quanto concerne Torri la «fotografia» dell'attuale è ben diversa dalle attese. Alla normativa, infatti, hanno fatto finora ricorso in pochi e quasi solo per ampliamenti di seconde case. I presupposti con cui il consiglio comunale, all'unanimità, aveva deliberato sul piano casa erano segnalavano come «un'apertura indiscriminata alla applicazione integrale della legge cosi come approvata dalla Regione produrrebbe effetti e impatti negativi sul territorio... per evitare tali aspetti, ogni intervento dovrà essere oggetto di attenta valutazione». Il tutto mentre l'amministrazione aveva già in corso una nuova programmazione urbanistica, con l'imminente studio del Piano di assetto territoriale e strumento applicativo. Di qui l'idea di «lasciare ampi margini di iniziativa sulla prima casa», ma di «imporre norme più restrittive e vincoli per gli altri edifici». Purtroppo, però, le cose oggi pare stiano diversamente. «La gente», spiega il responsabile dell'area tecnica e dell'edilizia privata del comune, Valentino Peroni, «utilizza il piano casa per lo più per modesti ampliamenti di case- vacanza. Infatti, le dimensioni medie delle abitazioni dei residenti, circa tra i 120 e i 150 metri quadri, sono probabilmente più che sufficienti per le esigenze. Le seconde case, invece, a volte di soli 50 o 60 metri quadri, ottengono di poter realizzare una stanza in più. Cosa che, peraltro, sommata a quanto consentito dal piano regolatore, a volte consente di ampliare anche di due stanze più il bagno e quindi, praticamente, di raddoppiare la superficie delle abitazioni per quanto riguarda quelle poste in residence o condomini». Insomma: da parte dei residenti poco nulla è stato fatto, e poco o nulla è stato chiesto: il contrario di quanto era stato l'intento iniziale e lo scopo della legge. E non è tutto. Le maggiori grane a Torri potrebbero invece arrivare da chi è proprietario di ville o case di grandi dimensioni. «Chi è proprietario di fabbricati di dimensioni molto più ampie», ha proseguito Peroni, «si sta orientando verso la presentazione di domande di ampliamento del 50 per cento della metratura, ottenibile con il Piano urbanistico attuativo. Questi sono interventi chiaramente speculativi e allora volumetrie esistenti di 1500 o 2000 metri cubi possono arrivare anche a 2300 o 2800. Questo costituisce per l'ufficio un problema da affrontare sotto il profilo anche ambientale perchè, lungo il versante del lago, ci sono edifici di difficile inserimento paesaggistico». L'unica possibilità per evitare la speculazione è quindi che «tale strumento, prevedendo l'adozione in giunta e l'approvazione successiva in Consiglio comunale», hanno spiegato ancora dal municipio, «dovrà comunque essere oggetto di valutazioni approfondite».
Il piano salvaterritorio raddoppia le seconde case
Il piano casa regionale per Torri è stato poco o nulla sfruttato dai residenti, mentre potrebbe creare problemi speculativi grazie alle richieste di ampliamento di ville e grandi fabbricati. I dati ufficiali mostrano che solo pochi residenti hanno fatto ricorso alla normativa, principalmente per ampliamenti di seconde case. Le dimensioni medie delle abitazioni dei residenti sono probabilmente sufficienti per le esigenze, mentre le seconde case ottengono spesso di poter realizzare ampliamenti più ampi. Le maggiori grane potrebbero arrivare da chi è proprietario di ville o case di grandi dimensioni, che si sta orientando verso la presentazione di domande di ampliamento del 50% della metratura.
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