Ultimatum al Comune durante l'incontro con il sindaco e i capigruppo in consiglio LUCCA. Ridurre il progetto, ma non rinunciare. Limitarsi a costruire sul 20 dell'area, realizzare (a spese dei privati) un grande parco pubblico con servizi a disposizione del quartiere, ma nessuna retromarcia. Perciò, il Comune è avvertito dal gruppo immobiliare Valore: o sblocca il piano di viale Einaudi, modificato e ridimensionato, oppure pagherà alla società milioni di euro di anni, per la mancata edificazione. Visto che lettere e diffide finora non sono serviti a nulla, l'immobiliare Valore (che ha come referente l'architetto Giovanni Valentini) dà un ultimatum al Comune. E lo lancia avendo a fianco uno dei più importanti amministrativisti, l'avvocato Giuseppe Toscano che non si perde una parola dell'incontro fra la società e il Comune, rappresentato non solo dal sindaco ma anche dai capigruppo consiliari. Al messaggio del gruppo Valore il sindaco Mauro Favilla non sembra insensibile, anche se qualunque scelta viene rinviata a settembre. A quando torneranno a riunirsi la commissione urbanistica e il consiglio comunale. Che troveranno sul tavolo della discussione - stando a Favilla - un progetto ridimensionato per viale Einaudi: costruzioni e parcheggi sopraelevati concentrati su circa 12mila metri quadrati di superficie (su 67mila complessivi del lotto), disponibilità dei privati a realizzare un parco pubblico attrezzato sui restanti 40-50mila metri quadri. «A quanto ci riferisce la società - conferma Favilla - non ci sono stati problemi ad accogliere molte delle richieste del Comitato di S. Anna, contrario all'operazione: il progetto è stato rimodulato anche sulla base delle istanze dei residenti, inviate alla società tramite un architetto pochi mesi dopo l'adozione del piano. Ma il gruppo Valore non ha alcuna intenzione di rinunciare a questa operazione immobiliare portata avanti da una società, come ci ha fatto presente venerdì l'architetto Valentini, che non si dedica alla speculazione». Nell'incontro - prosegue Favilla - «ci è stato ricordato, infatti, che il terreno è stato acquistato come edificabile, a prezzo di mercato, e che la società ha anche già accettato di ridurre le volumetrie (l'indice di fabbricazione). Perciò ora pretende una decisione dal Comune. E l'avrà. Probabilmente a settembre, con la variante. Oppure con la discussione delle osservazioni e l'approvazione del piano attuativo». Fra i pochi che la variante non ha congelato. Anche se nei fatti, invece, bloccato lo è da circa 3 anni: da quando il commissario prefettizio - dopo aver informato tutti i candidati sindaci - lo aveva adottato nella primavera del 2007 con i poteri del consiglio comunale. Un piano, in origine, da 132mila metri cubi, con 200 appartamenti, negozi, centro commerciale, multisala cinematografica, albergo e distributore (quasi subito cancellato dal progetto). Ma dopo l'adozione il piano non ha fatto un passo avanti: è stato pubblicato per la presentazione delle osservazioni, ma quelle arrivate e non sono mai state discusse né in commissione urbanistica, né in consiglio comunale che deve approvare il progetto in via definitiva. Ecco quindi l'invito (deciso) del gruppo Valore al Comune a ragionare di qualsiasi ipotesi su questo piano, a patto che l'iter giunga a conclusione. «Intorno a questa vicenda - commenta il capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini - ci sono molte domande in sospeso. Se il piano viene considerato troppo invasivo, mi chiedo perché l'amministrazione comunale non lo abbia ritirato, in via di autotutela, subito dopo l'insediamento, come il centrosinistra aveva chiesto. Se ci si era resi conto dell'errore, si doveva correggerlo subito e non dopo anni. Ora ha ragione la società a pretendere il rispetto dei diritti maturati. Inoltre non si capisce perché di tutto il grande progetto per il Parco di S. Anna si sia portato avanti solo il lotto con gli interventi più invasivi». A questo punto, però, anche per il centrosinistra una soluzione è necessaria: «Il piano sarebbe accettabile - conclude Tambellini - se si andasse a intervenire su tutta la zona, da via Dorati a via del Bozzo, realizzando anche il verde pubblico, la pista ciclabile e tutto quello che è previsto dal piano strutturale».
TOSCANA - LUCCA - Pressing del gruppo Valore per il progetto di Viale Einaudi. O la licenza a costruire o milioni di danni
Il gruppo immobiliare Valore ha lanciato un ultimatum al Comune di Lucca, richiedendo una decisione sul progetto di viale Einaudi entro settembre. Il progetto, ridimensionato e modificato, prevede la costruzione di 12mila metri quadrati di superficie, con parcheggi sopraelevati e un parco pubblico attrezzato sui restanti 40-50mila metri quadrati. Il Comune è avvertito che se non si raggiunge un accordo, la società potrà pagare milioni di euro di anni per la mancata edificazione. Il sindaco Mauro Favilla non sembra insensibile, ma qualunque scelta viene rinviata a settembre.
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