Edifici di servizio e caserme nei "grandi contenitori" di Pulia e dei macelli La mia idea è di non consentire più la trasformazione delle industrie in appartamenti e negozi I.B. LUCCA. I grandi contenitori pubblici - dal mercato di Pulia, ai macelli, dall'ex oleificio Borella fino al Campo di Marte - dovranno ospitare servizi. Necessari al centro, ma poco compatibili con una collocazione dentro o a ridosso delle Mura: ad esempio, la caserma dei carabinieri o la nuova questura. I fabbricati industriali, in periferia e nelle zone più lontane dal centro, invece, dovranno mantenere una destinazione produttiva, anche quando l'attività originaria venisse cessata. Alla vigilia della stesura del nuovo piano strutturale (e del nuovo regolamento urbanistico) sono queste le indicazioni «di prospettiva» che il sindaco Mauro Favilla dà ai professionisti incaricati di tracciare lo sviluppo della città. FABBRICATI INDUSTRIALI «La mia idea - esordisce Favilla - è di non consentire più la trasformazione in appartamenti e negozi delle industrie dismesse o di quelle che, in futuro, potrebbero cessare la produzione, soprattutto se si trovano nelle frazioni o lontano dal centro urbano. L'invito ai tecnici è ad approfondire lo studio sui fabbricati esistenti a destinazione industriale e a limitarne le previsioni di conversione, anche perché con il passare del tempo, a mio avviso si ridurranno gli spazi per le attività produttive e, considerando che non abbiamo un territorio inesauribile, poi sarebbe difficile ricavare aree per le imprese». In sostanza, per Favilla si devono evitare operazioni di conversione come quelle autorizzate per la Cantoni o per il Centro latte. «Nella programmazione urbanistica - insiste il sindaco - ci deve essere attenzione alla localizzazione delle attività produttive. Per questo dico che se anche un'azienda chiude la sua destinazione non deve essere modificata. Diverso è il discorso è se queste attività produttive si trovano in un centro urbano. In quel caso, si può concepire anche una trasformazione in senso residenziale e commerciale». Infatti - insiste il sindaco - nei fabbricati produttivi dismessi inseriti in contesto urbano «non ho inteso dire di non realizzare appartamenti o attività commerciali di vicinato in senso assoluto, ma il problema va semmai posto in base al rapporto fra la volumetria esistente e quella che andrà recuperata, valutando dove va ad incidere questa volumetria e le diverse necessità sia residenziali, commerciali, direzionali e del terziario. Sulla base delle necessità del quartiere sarà stilato un rapporto percentuale di edificazione di destinazioni urbanistiche: potrebbe darsi, infatti, che in alcuni quartieri siano più necessari in un dato momento la realizzazione di case, invece che di negozi o uffici o viceversa». È più facile - ammette Favilla - consentire cambi di destinazione «e trasformazioni edilizie quando si sia in presenza di fabbricati a carattere produttivo posti in zone urbane. Ma occorre molta più attenzione». I GRANDI CONTENITORI Sono molti gli edifici e gli spazi pubblici al di fuori delle Mura (ma subito a ridosso) da recuperare. E sono molte le funzioni e i servizi in cerca di una collocazione centrale, ma non nel centro storico. Domanda e offerta secondo il sindaco si incontrano in tutti quegli immobili a ridosso della circonvallazione che vanno da San Concordio all'ospedale Campo di Marte. «Premesso che ormai il centro urbano non finisce con le Mura - dice Favilla - ci troviamo di fronte a molte funzioni che devono essere centrali, ma che non possono stare in città per gli spazi di cui hanno bisogno. Fra queste, ad esempio, c'è la caserma dei carabinieri che, come la questura, potrebbero trovare una sistemazione nei grandi contenitori pubblici da recuperare. O nelle grandi aree da rinnovare, come quella del parco ferroviario. «Richieste di collocazione per servizi che devono essere a un passo da centro ne abbiamo molte e considerando che gli spazi diminuiscono in fretta, i contenitori pubblici diventano una risposta interessante. Anche per evitare che funzioni importanti trovino soluzioni distanti dal centro come è successo, di recente, anche per la Guardia di Finanza o la Polstrada che hanno realizzato le nuove sedi vicino al casello dell'autostrada».