Un assedio in piena regola testimoniato dalla presenza di alcune punte di frecce. Tracce di un grande incendio che colpì il piccolo borgo di Varna dopo l'anno Mille. Queste sono solo alcune delle storie che ci raccontano gli scavi archeologici al castello di Catignano dove sta per iniziare una nuova campagna di scavi. La partenza è prevista per il 29 agosto e durerà fino al 10 settembre. Il sito archeologico è stato aperto tre anni fa, grazie alla cooperazione tra Sovrintendenza ai beni archeologici, Università di Siena e associazione Archeologica della Valdelsa fiorentina. Il castello posto sulla collina di Catignano a Varna è già stato oggetto di una prima fase di scavi che si è svolta dal 5 al 30 luglio e che ha prodotto ottimi risultati. I volontari, per lo più studenti stranieri e della zona che frequentano l'università di Siena, sono riusciti a far riemergere alcune strutture, probabilmente delle cantine, risalenti al XVI secolo. «Contiamo di trovare costruzioni ancora più antiche - dice Marja Mendera direttrice degli scavi, nonchè presidente dell'associazione Archeologica della Valdelsa Fiorentina - che risalgono per lo più all'XI secolo, periodo in cui venne costruita la prima fortificazione presente sullla collina. Gli scavi stanno interessando anche le due torri». Le origini del castello di Catignano sono da ricercare attorno all'anno mille e sono legate alla presenza sul territorio della famiglia longobarda dei Cadolingi. La fortificazione aveva lo scopo di controllare le principali vie di comunicazione. Nello specifico il castello di Catignano, serviva per monitorare il punto preciso in cui si incontravano la via Francigena e la via Volterranea. Nel 1115 il castello passò alla chiesa volterranea e nel XII secolo pur sotto l'egemonia di San Gimignano mantenne una certa autonomia. Lo stesso castello nel 1280 diventò sede di un ospedale gestito dalla «cumfra societas beate virginis Marie de Catignano». All'interno del castello, inserito nel 1294 nel contado fiorentino, fu costruita una chiesa tutt'oggi presente ossia la chiesa di San Martino a Catignano, che agli inizi del Novecento è stata oggetto di varie ristrutturazioni che hanno interessato la facciata e il campanile. Numerosi anche gli oggetti che sono stati ritrovati, storicamente importanti per ricostruire il tipo di attività artigianale presenti sul territorio nel tardo Medioevo. «Abbiamo ritrovato grandi quantità di calici e bottigliette di vetro, che venivano prodotti a Gambassi» - prosegue Mendera - ma soprattutto una grande quantità di piatti di ceramica ingobbiata e graffita, un tipo di ceramica che veniva lavorata nel tardo medioevo a Castelfiorentino». La decorazione a ingobbio è un tipo di tecnica antichissima, utilizzata ancora oggi nei laboratori: vengono mischiate acqua ed argilla sino ad ottenere un composto semiliquido nel quale viene immerso il piatto. Una volta asciutto, il composto diventa solido e l'oggetto può essere intagliato creando qualsiasi tipo di decorazione. La direttrice conclude: «Abbiamo bisogno di volontari, chiunque voglia partecipare come volontario può telefonare i ai numeri 0571-672274 o 3396879376 e presentarsi a Catignano armato di cazzuola e buona volontà».
TOSCANA - GAMBASSI. Al via gli scavi a Catignano. Si parte a fine agosto, la direttrice cerca volontari
Il castello di Catignano, situato sulla collina di Varna, sta per iniziare una nuova campagna di scavi. La partenza è prevista per il 29 agosto e durerà fino al 10 settembre. I volontari, per lo più studenti stranieri e della zona, hanno già fatto riemergere alcune strutture, probabilmente delle cantine, risalenti al XVI secolo. Gli scavi stanno interessando anche le due torri e le origini del castello sono legate all'anno mille e alla presenza della famiglia longobarda dei Cadolingi. Il castello aveva lo scopo di controllare le principali vie di comunicazione.
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