Nel mirino gli alloggi nei fondi. Pastorino: "Disastro da evitare" Il parroco di Pré ha già coinvolto circoscrizione e Comune, laltro ieri vertice al Matitone Se ci sarà un lieto fine, allora sarà come per una bella fiaba. In fondo tutto, in questa storia, sembra magico: la casa non è una semplice casa ma Palazzo Reale, magico è il numero delle famiglie coinvolte (trentatré, come i trentini della filastrocca), il "cattivo" ha linquietante nome di "Direzione Generale del Demanio" e alcuni dei protagonisti hanno nomi che sembrano inventati: Pizza, Porta, Cedro, Campanella. Ma la storia, di favoloso, non ha proprio nulla. E stata fissata per il primo ottobre, san Remigio, ludienza in Tribunale relativa allo sfratto esecutivo di una parte delle 33 famiglie che abitano tra via Prè 21, 23 e 25 e vico SantAntonio 2, 4 e 12. Gli indirizzi non diranno granché, ma si tratta dei fondi di Palazzo Reale: gran parte dei capofamiglia interessati, infatti, lavorava in Sovrintendenza o, comunque, per lo Stato e quellalloggio in affitto in via Prè rappresentava una parte dello stipendio. Parliamo degli anni Sessanta, molto è cambiato nel frattempo, compreso il proprietario: prima di cedere gli appartamenti alla Sovrintendenza, il Demanio ha pensato bene di dare la finita locazione (e, in alcuni casi, proprio lo sfratto) a famiglie che da decenni vivono in quegli alloggi, pagando regolarmente laffitto. Il caso è esploso, il parroco di via Prè don Rinaldo ha cercato di coinvolgere circoscrizione e Comune, è intervenuto il Sunia, laltro giorno cè stato un vertice al Matitone, allassessorato alla casa. «Noi abbiamo due obiettivi - racconta lassessore Bruno Pastorino - evitare il grave disagio sociale che nascerebbe con lesecuzione degli sfratti e mantenere il complesso abitativo. Avrebbe ben poco senso, per la collettività, aver speso tante risorse per il comparto di Prè e poi assistere allespulsione dei suoi abitanti storici». Le famiglie hanno inviato un esposto alla direzione dei Beni culturali, al sindaco, a Pastorino, alla Regione, alla Provincia, al Demanio, al Municipio Centro Est con il quale chiedono «una soluzione transattiva in grado di garantire ai soggetto residenti, tutti regolarmente affittuari, la possibilità di continuare a risiedere nel quartiere e di mantenere il modo integro e intatti quel tessuto sociale di solidarietà e di assistenza, oltre che di rapporti umani, consolidatosi nel tempo, A queste richieste, però, non è stato fornito alcun riscontro scritto: solo risposte orali comunque non idonee a risolvere il problema». Come spiega lo stesso esposto esiste anche un problema di interlocutore: è stato il Demanio ad inviare le disdette mentre «uno o più immobili saranno utilizzati direttamente dalla Sovrintendenza per fini istituzionali, mentre i rimanenti verrebbero lasciati in locazione agli attuali affittuari. Occorre in tempi brevi un incontro tra tutte le parti in causa, in modo da poter presentare unistanza al Presidente del Tribunale che consenta di sospendere "temporaneamente, in attesa dellesito della procedura" le cause di sfratto». Per questa mattina è previsto un altro vertice in Comune. Come in tutte le fiabe, si confida in un lieto fine.