Il sindaco Vacca: "Vincoli troppo rigidi, colpa della legge dellex assessore Ruggeri" Delle sei strutture, una è in ristrutturazione, le altre cambieranno destinazione duso Era destino che lestinzione della specie dovesse iniziare da un luogo simbolo. E non poteva che essere Borghetto Santo Spirito, patria delle seconde case. È qui, nella cittadina della riviera savonese con appena 5076 abitanti e oltre 11mila appartamenti per le vacanze, che sta per essere celebrato il funerale del "fu albergo ligure". Santiago Vacca, commercialista e sindaco a capo di una maggioranza di centro destra, svela larcano e palesa unapparente contraddizione. Ci spieghi, sindaco. «A Borghetto ci sono rimasti sei alberghi. Uno, lunico che intenda proseguire lattività, è chiuso per una ristrutturazione, ma gli altri cinque hanno già presentato ai nostri uffici la domanda per ottenere il cambio di destinazione e trasformarsi in residence. Lassurdità di questa vicenda è che noi abbiamo detto di no, ma i nostri legali ci hanno spiegato che, proprio in base alla legge sui vincoli alberghieri voluta dalla Regione, i proprietari, in caso ricorressero al Tar, avrebbero ottime possibilità di vincere e Borghetto si ritroverebbe con un solo hotel». Come? Una giunta di centro destra che dice no al cambio di destinazione e accusa una legge del centro sinistra di favorire le speculazioni? «Allora, vediamo di chiarire. La cosiddetta legge Ruggeri (Carlo, ex sindaco di Savona ed ex assessore allurbanistica nella prima giunta di Claudio Burlando, ndr) sta creando dei danni alleconomia ligure. Di fronte alla prospettiva di ritrovarsi con un vincolo perenne sullattività alberghiera, quei proprietari che ritengono di rientrare nei parametri previsti dalla legge Ruggeri per lo svincolo lo hanno richiesto». La legge sugli alberghi, frutto anche della pressione ambientalista degli ultimi anni, aveva come obiettivo quello di interrompere la continua trasformazione di strutture alberghiere in appartamenti. Lo svincolo resta ancora possibile ma nel rispetto di criteri per alcuni troppo e per altri troppo poco restrittivi. In questi giorni molti comuni hanno avviato liter di adeguamento alla legge Ruggeri informando i proprietari della possibilità di chiedere lo svincolo. Ma lalbergatore non lo vuol fare più nessuno? «Intanto bisogna ricordare che spesso chi gestisce lhotel non è il padrone dei muri. E questi ultimi, di fronte alla possibilità di non poter mai più cambiare oppure di trasformare in appartamenti e incassare subito... insomma, non sono daccordo ma li capisco. E di sicuro è paradossale che questo accada oggi a causa di una legge regionale nata per evitarlo». Si potrebbe anche obiettare che una sana e seria attività imprenditoriale, nel tempo possa garantire anche un ritorno economico maggiore di una speculazione da una "botta e via". Lei che è anche rappresentante Anci (Associazione Comuni) cosa propone? «Quello che chiediamo, e mi sembra che lassessore Angelo Berlangieri (ex Forza Italia e albergatore di professione, ndr) abbia la sensibilità per capirlo, è una modifica della legge. Introdurre un vincolo a 15, massimo 20 anni, in modo da lasciare uno spiraglio in caso di difficoltà, e poi studiare con la Regione un sistema di agevolazioni per creare nuovi alberghi». In concreto a Borghetto cosa fate per sostenere questa battaglia? «Ad esempio abbiamo un grosso volume, un vecchio opificio proprio nel centro del paese diventato salone delle feste ma oggi inutile. Abbiamo previsto lo spostamento a monte dei volumi esistenti, maggiorati del 35 grazie al Piano Casa, ma esclusivamente per la realizzazione di un albergo, e al loro posto spazi verdi e parcheggi». Però in questo modo andrete a consumare altro territorio, e cè chi pensa che ogni metro quadrato di verde dovrebbe essere preservato, specie sulla costa. «Abbiamo ancora ampi spazi ai margini del paese, e credo che un sacrificio si possa fare se in cambio si ottengono attività che creano posti di lavoro e un indotto, e qualificano lofferta turistica. Non si vive solo di seconde case».