Due progetti già pronti ma per ora ci si accontenta di usare lo scalo mercantile La domanda è alta, ma la politica non accelera i tempi Marina di Carrara come Montecarlo. E' il sogno di molti apuani: aprire le finestre su un mare azzurro costellato di yacht e barchette, e poter passeggiare su un lungomare d'incanto. Una "dolce vita" che potrebbe diventare realtà con i due progetti imprenditoriali presentati alla Port Authority per la realizzazione di un porto turistico di cui si parla da trent'anni. Imprenditori pronti a investirci oltre 100 milioni di euro, con proposte tecniche che si legano anche a un altro progetto già da tempo in discussione sul territorio: il "Water front", ossia la riqualificazione urbanistica della fascia costiera lungo lo scalo mercantile. Il primo progetto, che non esclude l'altro, ha fatto da apripista, e lo ha presentato la Porto Turistico di Massa Carrara srl che fa capo all'imprenditore immobiliare romano Francesco Bellavista Caltagirone: 1.104 posti barca (natanti fino a 50 metri), insedimamenti residenziali, commerciali e ricettivi, pargheggio da 1.300 posti auto, verde pubblico, una piazza per il mercato del pesce, una darsena cantieristica, un'area "movida". Il tutto su un chilometro e mezzo di litorale fra Carrara e Massa (area peraltro indicata dagli enti locali per l'infrastruttura); il secondo progetto è stato lanciato, tramite un'agenzia creata ad hoc, da due giovani imprenditori del marmo carraresi, Gualtiero Vanelli e Giacomo Sacchelli. Lo hanno chiamato "Punta Vede": 620 posti barca in mezzo al mare, partendo dalla diga foranea dello scalo mercantile, passeggiata con alberi, negozi, parcheggio sotterraneo per 1.150 auto, impianti per l'energia pulita. Ci sarebbe già l'interessamento di un grosso armatore nordafricano. L'Autorità portuale avvierà, come già fatto per il primo progetto, le pubblicazioni sulla Gazzetta europea, poi scatteranno 90 giorni per le osservazioni, prima di approdare nella conferenza dei servizi. Carrara, in teoria, potrebbe avere due porti turistici, in quando l'uno non si accavalla con l'altro ed entrambi non incidono sull'attività del porto commerciale. Ma l'ultima parola spetta alla politica che ha in mano gli strumenti urbanistici. Il problema ora è quello dei tempi: quando Marina potrà effettivamente cambiare volto, rispondendo alla propria vocazione turistica, finora rimasta un po' all'ombra del "Dio" marmo? Gli imprenditori di solito sono più "veloci" dei politici. E non è assurdo il rischio che lascino perdere tutto se Comuni e Regione tarderanno a decidere. «La conferenza dei servizi sarà fondamentale per capire su quale binario si viaggerà», dice il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani. La domanda di posti barca in acqua, nel territorio apuano è elevata, centinaia di natanti sono ormeggiati da anni dentro lo scalo mercantile: che qualcuno vorrebbe convertire totalmente al turismo.