Il sindaco cambia rotta: novità per Pulia, Campo di Marte e per gli ex magazzini della Manifattura LUCCA. Finisce l'epoca della trasformazione delle fabbriche in appartamenti. L'indicazione data dal sindaco Mauro Favilla ai progettisti incaricati di redigere il nuovo piano strutturale (e il nuovo regolamento urbanistico di applicazione) andrebbero proprio in questo senso: basta case al posto dei volumi produttivi dismessi. In realtà il divieto sarebbe esteso anche alle volumetrie commerciali: per Favilla risulterebbe dannoso riempire anche la prima periferia di negozi. Scorrendo la nuova variante urbanistica (da approvare), in concreto questa indicazione prevede un recupero diverso (lontano da appartamenti e negozi, insomma) per complessi importanti, per i quali sono state dichiarate decadute le previsioni di recupero residenziale e commerciale contemplate nell'attuale regolamento urbanistico. Fra questi complessi c'è il mercato di Pulia, ma anche gli ex Magazzini della Manifattura tabacchi, lambiti dall'inchiesta fiorentina sulle Grandi opere. L'inversione di tendenza arriva in un momento difficile per lo sviluppo della città - con l'edilizia ai minimi termini - ma anche nel momento in cui l'amministrazione comunale si prepara, prima con la variante urbanistica e poi con il nuovo piano strutturale, a incidere sul futuro di Lucca per anni. E a questo appuntamento Favilla sembra avvicinarsi con due convinzioni: la prima è che, in un tempo non molto lontano, la maggior parte delle cartiere lucchesi cercherà una nuova sede, più vicina ai posti di reale smercio della carta (e dei prodotti derivati) in modo da ridurre i costi, i tempi e i rischi di trasporto (soprattutto quello su gomma); la seconda è che in una fascia vicina alle Mura «che ormai si deve considerare un tutt'uno con la città, con il centro storico» ci sono molte attività produttive dismesse, in attesa di essere trasformare in qualcosa d'altro. Finora, il metodo più comune di recupero è stata la riconversione dei volumi produttivi in appartamenti, con aggiunta di negozi di vicinato o, in qualche caso, con strutture di media distribuzione. Ora, però, per Favilla la filosofia di recupero deve cambiare. Forse anche perché il mercato immobiliare è saturo. E perché fra le strutture da trasformare nel medio periodo ci sarà l'ospedale Campo di Marte, superato da quello di San Filippo, per il quale le previsioni di recupero inserite nel regolamento urbanistico sono decadute. «Bisogna iniziare a ragionare diversamente in termini di recupero dei fabbricati dismessi - insiste il sindaco - se vogliamo salvaguardare lo sviluppo della città. È ovvio che se il recupero di un volume produttivo o dismesso si trova nel centro storico la destinazione residenziale e anche quella commerciale non possono essere negate. Ma questo, a mio avviso, non vale più per i fabbricati dismessi che si trovano fuori dalle Mura». Da San Concordio al Campo di Marte, appunto. Ma resta da vedere come reagiranno i privati proprietari degli immobili da recuperare. Per Pulia e Campo di Marte il problema non c'è: tanto sono pubblici.
LUCCA - Niente case o negozi nei fabbricati produttivi dismessi
Il sindaco di Lucca, Mauro Favilla, ha deciso di cambiare rotta nella politica di recupero delle fabbriche dismesse. Invece di trasformarle in appartamenti o negozi, Favilla vuole recuperare i volumi produttivi per creare nuovi spazi di attività. Questa decisione è stata presa in considerazione per il mercato di Pulia, gli ex magazzini della Manifattura e per il Campo di Marte. Il sindaco vuole ridurre la saturazione del mercato immobiliare e salvaguardare lo sviluppo della città. Tuttavia, il recupero dei volumi produttivi non è previsto per le aree fuori dalle Mura, come San Concordio e il Campo di Marte.
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