Abbiamo letto che il sindaco, invitato da "Il Tirreno" ad indicare una particolare bruttura realizzata sul proprio territorio, a differenza di altri sindaci toscani, non è riuscito a segnalare "ecomostri paesaggistici" e si è limitato a rispondere che l'immenso volume dell'ex manifattura dei tabacchi è un luogo da recuperare. Propositivamente, le veniamo in soccorso noi. Di ecomostri a Lucca se ne trovano a bizzeffe e se non voleva citare lo "steccone" di S. Concordio C.da o il grande complesso in viale Einaudi nel cosiddetto parco di S. Anna o il nuovo ospedale a S. Filippo (di cui era strenuo oppositore) o il nuovo centro produci-denaro che dovrebbe prendere il posto dello stadio Porta Elisa, o l'assurdo nuovo anfiteatro di piazzale Verdi. Perché operazioni non ancora concluse e perché, soprattutto, lo vedono imbarazzato corresponsabile, poteva, per lo meno citare qualcuna delle seguenti opere contro cui agitava la spada durante la campagna elettorale: i "casermoni" sorti sulle deliziose colline di S. Macario sfruttando il volume di serre agrarie (divenuto un caso nazionale); il "biscione" di cento metri, da bassa periferia, con 60 appartamenti, fatto sorgere ex novo nel centro storico, nella spianata della ex Caserma Mazzini; gli emblematici quattro "scatoloni" interconnessi, pomposamente denominati "galleria dei Maestri" su viale Luporini, fatti sorgere tramite l'abbattimento di un giardino e di una villa pre-rinascimentale; i "cuboni" seriali del complesso Iffi a S. Concordio con l'indegno parco della Pace; una qualsiasi della miriade di squallide costruzioni che hanno riempito negli anni scorsi quasi ogni rettangolo di terreno libero. (presidente di Italia Nostra)