Nelle mani di Vito Navolio i sedili pubblici diventano pagine di storia dellarte Toccare larte con mano e averla sotto gli occhi tutti i giorni. È quello che succede in piazzetta Moncenisio a Torino, quartiere Campidoglio, dove lartista Vito Navolio sta completando lopera di pittura delle panchine dei giardini pubblici. Un percorso artistico allinterno del quale le panchine diventano pagine di una storia dellarte illustrata. Andy Warhol, Piet Mondrian, Jackson Pollok, Joan Mirò, Fortunato De Pero, Pablo Picasso, solo per fare alcuni nomi, escono dai musei e dalle riproduzioni per arredare il piccolo spazio del giardino che si affaccia su via Cibrario. Lintera opera sarà inaugurata in autunno e ne è previsto lampliamento anche sul lato sud della piazza, dallaltra parte della via. È lultima nata tra le attrattive del quartiere che è dalla metà degli anni Novanta un vero e proprio laboratorio di arte, libera, gratuita e alla portata di tutti. Lautore, Navolio, cinquantenne torinese, dopo un passato nella pubblicità, ha avviato unintesa attività di artista itinerante, e quale posto migliore per esporre le sue opere se non il quartiere più dipinto e artistico della città? Lidea di un museo allaria aperta è del Mau, il Museo darte urbana, nato nel 1995, il primo esperimento in Italia di esposizione artistica permanente allinterno di unarea metropolitana. Il Borgo Vecchio Campidoglio è infatti un piccolo quartiere, appena una decina di isolati, 5 mila e 100 residenti, tra via Nicola Fabrizi e via Cibrario, il cui tessuto urbanistico è rimasto invariato dal 1800: case basse, spesso con ampi cortili interni, affacciate su strette stradine a scacchiera che conferiscono al borgo laspetto di un vero e proprio «villaggio nella città». Il Mau, insieme ai comitati di quartiere, agli enti locali e grazie alla passione di tanti cittadini, ha portato avanti negli ultimi quindici anni il rilancio di questa parte della città, allinsegna della pittura murale. Sono 110 oggi le opere che decorano Campidoglio, tra affreschi e installazioni sulle pareti delle case, la cui realizzazione è stata affidata 75 artisti contemporanei, torinesi e non solo. Il risultato è un museo allaria aperta che costringe, chiunque ci passeggi, a viaggiare con il naso allinsù. E per chi oltre a guardare vuole saperne di più, il Mau organizza visite guidate periodiche: venerdì 6 agosto, alle 18.30, la prossima e ultima prima della pausa estiva, con ritrovo in piazza Moncenisio.