FIRENZE - «Dieci giorni di tempo per pulire quei muri: altrimenti lo faccio io e mando il conto al ministro Bondi». Il sindaco Matteo Renzi sfida il governo in nome della bellezza e della lotta al degrado. Con unordinanza impone alle soprintendenze di rimettere a nuovo la facciata esterna della Galleria dellAccademia, il museo del David di Michelangelo, e il loggiato degli Uffizi e del Corridoio Vasariano. Luoghi simbolo imbrattati da graffiti, spray e perfino chewing gum appiccicati dai turisti in fila per ore e ore agli ingressi. «Una vergogna per una delle città più belle del mondo, Firenze va tenuta meglio», rivendica il sindaco. Del resto Renzi ha scelto lagosto per loperazione «grandi pulizie» della città: giusto ieri, di ritorno da quattro giorni di vacanze, ha dato il via alla demolizione della pensilina appena fuori la stazione Santa Maria Novella e alla cancellazione delle scritte sul ponte Santa Trinita. Non ha potuto però fare lo stesso per Uffizi e Accademia: i muri esterni dei due musei visitati ogni anno da 2,5 milioni di turisti sono di competenza delle soprintendenze, cioè del ministero della cultura. «È il governo a intascare i soldi dei biglietti dingresso e tocca a loro farsi carico anche del decoro dei palazzi», è la logica ferrea del sindaco di Firenze. E se Bondi lasciasse correre? «È un po buffo che il governo faccia il federalista quando cè da spendere e il centralista quando cè da incassare» ironizza Renzi ancora in attesa della legge speciale per Firenze promessa per due volte nelle due ultime campagne elettorali dal premier Berlusconi. Se entro dieci giorni le soprintendenze non interverranno, dice lordinanza, sarà il Comune a farlo. A spese di Bondi. La soprintendenza però rilancia la palla al Comune: «Non intendo impegnare denaro pubblico per un effetto che verrebbe vanificato dalla mancanza di sorveglianza: non spetta a me ma al Comune», manda a dire Cristina Acidini, responsabile del polo museale fiorentino. E Franca Falletti, direttrice dellAccademia, la segue: «Senza sorveglianza dopo qualche tempo saremmo punto e a capo». Lordine anche per gli Uffizi: "Avete dieci giorni, sennò lo facciamo noi e poi vi rimettiamo il conto" Ultimatum del sindaco allAccademia "Pulite subito la facciata. E a spese vostre" Il vero obiettivo è il ministero: "E a Bondi che manderemo il conto" Pulite il muro dellAccademia sfregiato dai graffiti e il loggiato di fronte agli Uffizi imbrattato dalle bombolette spray. Dieci giorni di tempo. E poche storie: se non lo fate voi ci penso io, ci mando il Quadrifoglio e vi addebito le spese. E il senso dellordinanza «shock» che il sindaco Renzi firma ieri di buonora e annuncia un minuto prima di «picconare» la pensilina di Toraldo. Un ultimatum non tanto alle Soprintendenze fiorentine, pure destinatarie dellordinanza, quanto al ministero dei beni culturali, che incassa i denari dei due musei simbolo di Firenze eppure, dice il sindaco, continua a lasciare i muri della casa del David di Michelangelo in via Ricasoli, le colonne del Corridoio Vasariano in lungarno Archibusieri e il loggiato degli Uffizi pieni di scritte, graffiti, freghi fatti con le bombolette spray e chewing gum appiccicati. «E al ministro Bondi che manderemo il conto», spiega del resto il sindaco. Niente più trattative, dice Renzi. «E un paradosso ordinarlo alla Soprintendenza, ma è ora di intervenire», aggiunge. Spiegando che il suo gesto non è da ritenersi un «intervento polemico con la Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico né con quella per il Polo museale fiorentino» ma «un richiamo al governo centrale che incassa i soldi degli ingressi dei musei e quindi si deve far carico anche della conservazione e del decoro dei palazzi». «Spetta al ministero dei beni e delle attività culturali ripulire i muri dalle scritte: il Comune ha il diritto che sia pulito», ripete il sindaco. Ma come funziona ora? A quando gli operai col pennello a ripulire le scritte opera dei turisti in fila, contro cui lassessore alla cultura Da Empoli aveva invocato i «caschi blu dellUnesco»? Le Soprintendenze hanno dieci giorni di tempo dopo la notifica per provvedere alle operazioni indicate dallordinanza: «Se non lo fanno lo facciamo noi con Quadrifoglio (lazienda pubblica di servizi ambientali e pulizia, ndr), abbiamo le tecniche adatte, e poi glielo mettiamo in conto», si gongola Renzi che proprio ieri, dopo mesi di prove e trattative con la Soprintendenza, ha dato il via alle grandi pulizie del ponte Santa Trinita. (e.f.)