CAPALBIO. Qualcuno vi possiede una casa, altri preferiscono visitarlo per trascorrere delle ore in totale relax. Ambientalisti e intellettuali - alcuni dei quali frequentatori dello stabilimento vip Ultima Spiaggia - scendono in campo per tutelare Capalbio. Impugnano la spada e firmano un documento in cui emergono diverse perplessità circa il protocollo d'intesa tra il Comune e la Provincia di Grosseto. Un progetto, in soldoni, che mira alla sistemazione e valorizzazione della costa. Manco a dirlo, la querelle fa il giro dei principali quotidiani nazionali. La boutade si merita persino un angolo sull'edizione di Studio Aperto in onda ieri all'ora di pranzo. Al fine di fugare ogni dubbio e - probabilmente - mettere in ghiacciaia i bollenti spiriti, il primo cittadino di Capalbio Luigi Bellumori organizza per il 16 agosto (alle 18,30) un incontro, nella sede comunale, per discutere della faccenda. La lista degli invitati comprende i firmatari delle associazioni ambientaliste sul piede di guerra: Alberto Asor Rosa (Rete dei comitati per la difesa del territorio), Valentino Podestà (Terra di Maremma), Angelo Gentili (Legambiente), Marcello Demi (Wwf Toscana), Angelo Properzi (Wwf provinciale), Vittorio Emiliani (Comitato per la bellezza), Gianni Mattioli e Nicoletta Marietti (Movimento Ecologista). Attualmente, le parti in gioco parlano lingue diverse. «Con questo piano si stravolge l'assetto paesaggistico e urbanistico della fascia costiera» affermano Emiliani C., convinti tra l'altro che all'orizzonte potrebbero spuntare interventi (tipo nuovi casali sulla strada Litoranea, parcheggi in area dunale a Macchiatonda e Torba, per citarne alcuni) decisi senza alcuna partecipazione pubblica. A loro avviso, inoltre, mancano garanzie sul porto turistico al Chiarone perché i posti barca non sono stati ancora definiti. In più - sempre al Chiarone - non sono specificate le volumetrie del villaggio che sorgerà dietro la duna. Stesso discorso vale per il nuovo parcheggio a Macchiatonda, nelle vicinanze dell'antica Dogana. Tra l'altro, riporta Firenze La Repubblica.it, il Comune è pronto "a trattare con i proprietari. In cambio di parcheggi e oneri di urbanizzazione, la società agricola (Sacra ndc) potrà completare il risanamento del podere risalente agli anni Trenta. Alberto Asor Rosa, senza mezzi termini, denuncia: «Quel piano prevedeva casolari per i contadini dell'azienda, interventi mai realizzati e che Sacra spa ora vuole rispolverare. Ma al posto dei casali sorgeranno ville e villaggi turistici». Il sindaco Luigi Bellumori, da parte sua, respinge al mittente le accuse: «Le sistemazioni urbanistiche non prevedono un metro cubo in più lungo la fascia costiera e sarà permesso solo il recupero e la sistemazione delle volumetrie esistenti» e poi «è prevista la realizzazione senza costo per il Comune di aree di sosta in tutti i punti di accesso al mare, interventi caratterizzati da opere di mitigazione ambientale, quali schermature a verde, rimozione dell'asfalto, rifacimento della duna, creazione della sentieristica pedonale oltre che della viabilità con l'allontanamento - aggiunge - del traffico automobilistico dalla riserva naturale del lago di Burano». «Il progresso e la crescita di una comunità che vive su una stagione breve e difficile - sostiene Bellumori - in un momento in cui la finanza pubblica è dissestata, transita attraverso interventi che garantiscano occupazione e miglioramento della qualità. Non credo - chiosa - che la soluzione sia stare a guardare pontificando su quanto è bella una terra in crisi economica».