L'Accademia di Brera annuncia che è pronta ad ampliarsi e si riaccende così un faro sul progetto di Mario Bellini, che nel 2009 aveva vinto il concorso indetto dal ministero per i Beni culturali, attraverso la Darc regionale, per restaurare e rifunzionalizzare l'accademia delle Belle arti. Bellini si era aggiudicato l'incarico per la progettazione definitiva ed esecutiva. «Abbiamo firmato il contratto dice Maurizio Di Lauro dello studio Mario Bellini Architects ma non siamo andati avanti con il progetto. L'operazione è stata in stand by per problemi di proprietà e di trasferimenti» ma ora è stato firmato un protocollo d'intesa tra Comune, ministeri dell'Istruzione, dei Beni culturali e della Difesa. Obiettivo condiviso: fare della pinacoteca un polo di attrazione culturale di livello mondiale e rilanciare l'accademia quale centro di eccellenza internazionale. L'accordo prevede che vengano messe a disposizione dell'accademia alcune caserme in via Mascheroni (la Magenta e la Carroccio), permettendo alla pinacoteca di espandersi nei locali lasciati liberi dall'accademia, la quale a sua volta manterrà comunque il proprio nucleo centrale a Brera. Resta aperto il capitolo dei finanziamenti per l'operazione: si parla di circa 100 milioni, poco più della metà per il rifacimento di Brera (si parla di 55 milioni), il resto per la ristrutturazione dei nuovi spazi. Su questo punto, il ministro per l'istruzione Maria Stella Gelmini ha assicurato che «le risorse ci sono già». Non ci sono certezze sui tempi, ma Mario Bellini ha ipotizzato che lavorando al massimo delle forze i lavori possono finire nel 2015. L'importo lavori era di 37 milioni. «Si dovrà definire l'oggetto della progettazione aggiunge Di Lauro gran parte riguarderà la ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell'esistente ma non si esclude nuova architettura per una parte di ampliamento».